Arcelor Mittal sospende spegnimento di Taranto

Scongiurato, almeno per il momento, lo stop all'attività nell'ex Ilva. Giovedì Bucci e Toti sono attesi a Roma per incontrare il ministro Patuanelli

Colpo di scena nella vertenza ex Ilva. Arcelor Mittal ha accolto l'invito del tribunale di Milano e ha sospeso, per il momento, le procedure di spegnimento degli impianti di Taranto in attesa della prima udienza sul ricorso d'urgenza presentato dai commissari dell'ex Ilva, fissata per il 27 novembre. L'annuncio è arrivato mentre era da poco iniziato al Quirinale l'incontro tra il presidente Mattarella e i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.

Come diretta conseguenza della richiesta dei commissari al tribunale di Milano volta all'ottenimento di provvedimenti provvisori relativi all'acciaieria di Taranto, Arcelor Mittal «prende atto e saluta con favore la decisione del tribunale di non accogliere la richiesta di emettere un'ordinanza provvisoria senza prima aver sentito tutte le parti» e «seguirà l'invito del tribunale a interrompere l'implementazione dell'ordinata e graduale sospensione delle operazioni in attesa della decisione del Tribunale».

Giovedì 21 novembre alle 9 a Roma è previsto l'incontro tra il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, il sindaco di Genova Marco Bucci e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. L'incontro era stato richiesto dai due rappresentanti delle istituzioni locali dopo la decisione di Arcelor Mittal di riconsegnare l'azienda ai commissari e il vertice che si è svolto nei giorni scorsi in Regione con le organizzazioni sindacali e gli operai dell'ex Ilva di Genova.

Il presidente Toti si era infatti detto pronto ad affiancare, anche con il gonfalone di Regione Liguria, le iniziative che i lavoratori di Genova avrebbero assunto per scongiurare la chiusura dell'azienda e il rischio esuberi.

«A Patuanelli vogliamo ribadire l'importanza, anche per Genova dell'acciaio e del sito industriale di Cornigliano dove lavorano oltre 1.600 persone - dichiara il presidente Toti -. Per il nostro sistema Paese e per il capoluogo ligure la produzione e la lavorazione dell'acciaio è strategica e l'addio del colosso franco-indiano dall'Italia avrebbe conseguenze nefaste per la nostra città. Oltre al fatto che il messaggio che in questo modo verrebbe consegnato ad altri importanti gruppi industriali sarebbe fortemente negativo. Ci auguriamo pertanto che il ministro ci ascolti e sia attento alle tematiche della tutela del lavoro in un comparto, quello siderurgico, che è strategico per il nostro Paese».

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