Arcelor Mittal deposita l'atto di recesso dal contratto

Arcelor Mittal chiede al giudice in via principale di "accertare e dichiarare l'efficacia del diritto di recesso"

Oggi a Milano è stato depositato l'atto di citazione che Arcelor Mittal ha indirizzato ai commissari straordinari e con cui si chiede di recedere dal contratto di affitto dell'ex Ilva di Taranto. Ci vorranno settimane perché il titolare del fascicolo provveda a fissare la prima udienza della causa.

Arcelor Mittal chiede in via principale di "accertare e dichiarare l'efficacia del diritto di recesso" e in subordine di dichiarare che lo stesso "si è risolto per sopravvenuta impossibilità" essendo venuto meno un requisito essenziale del contratto stesso.

Nel frattempo i commissari dell'ex Ilva hanno annunciato il ricorso cautelare, che potrebbe arrivare già domani nella cancelleria del tribunale. I due atti potrebbero finire nelle mani dello stesso giudice.

«Tra dieci giorni non si fermerà solo l'ex Ilva, si fermerà Genova - dichiara l'assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti -. E il fatto che qualcuno del governo giallofucsia, dopo aver votato l'emendamento, voglia reintrodurre la protezione penale per Arcelor Mittal è sintomatico dello stato confusionale in cui si trova oggi l'esecutivo. Un atteggiamento che preoccupa e che sottolinea, ancora una volta, i motivi per cui oggi si faccia fatica ad attrarre investitori internazionali in Italia».

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«Al fianco dei lavoratori ci schiereremo - aggiunge Benveduti - a difesa del lavoro, nell'interesse di Genova, della Liguria e dell'Italia. Sarà una manifestazione dell'intera comunità, come accadde in passato per Fincantieri. Negli ultimi vent'anni la Liguria ha subito una fortissima deindustrializzazione, senza nessun risarcimento in cambio. Un risarcimento che all'epoca doveva essere ripagato in infrastrutture, invece siamo ancora qui ad aspettare il Terzo Valico, la Gronda e il Nodo di Genova».

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