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Amt: i sindacati critici verso l'atteggiamento del sindaco Doria

Cgil Cisl Uil di Genova hanno richiesto, ormai da oltre un mese, al sindaco di Genova e ai suoi assessori l’apertura di un confronto sulla delicata partita delle società partecipate. Per questo criticano la decisione unilaterale di privatizzare Amt

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Genova - Cgil Cisl Uil di Genova hanno richiesto, ormai da oltre un mese, al sindaco di Genova e ai suoi assessori l’apertura di un confronto a tutto campo sulla macchina comunale e sulla delicata partita delle società partecipate.

Il quadro normativo in evoluzione, la delicatezza e l’importanza dei servizi che queste aziende svolgono per la città nonché la difesa e la qualità dei livelli occupazionali meritano una particolare attenzione e un adeguato tempo di confronto con le organizzazioni sindacali confederali. Sarebbe sbagliato isolare ogni singola società da un contesto complessivo, non ragionare su un quadro di insieme partendo da una logica soltanto economica e non di quali servizi necessita la città per mantenere la coesione sociale, economica e territoriale.

La recente normativa che indica Genova come città metropolitana, consente di adeguare diversamente l’organizzazione dei servizi e delle aziende che li debbono erogare. La ricetta giusta non può essere quella di una scelta unilaterale di privatizzazione “a prescindere” che ha già dimostrato in altri casi (vedi Amt e gruppi francesi) di non funzionare o che farebbe posizionare su segmenti profittevoli i privati per remunerare il capitale investito. Cgil Cisl Uil intendono confrontarsi su questi temi e non rinunciano al loro ruolo di difesa degli interessi dei lavoratori che va armonizzato con quello di chi dei servizi usufruisce.

Proprio per questo riteniamo sbagliato quando sta avvenendo sul caso Amt. Fermo restando la necessità di risanare e rendere funzionale l’azienda, non si può pretendere un avvallo a misure, definite tra istituzioni ed azienda, senza aver avviato un confronto con chi rappresenta i lavoratori. Il sindacato non è soggetto che è chiamato a ratifiche di percorsi da altri intrapresi e che viene interpellato solo per far digerire sacrifici ai lavoratori. I lavoratori i sacrifici li hanno sempre fatti, li stanno facendo e sono disponibili a farne a fronte di obiettivi certi e condivisi.

Vale per Amy come per tutte le società partecipate per le quali rinnoviamo la richiesta dell’apertura di un confronto se vogliamo realmente cambiare, come ha dichiarato il signor sindaco, «passo, mentalità, spirito».

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