Fusione Amt-Atp, Provincia: «mancano ancora punti fermi, concreti e precisi»

L'assessore Dagnino fa il punto sull'ipotesi al vaglio in questi giorni: «i risparmi sarebbero estremamente relativi». Dello stesso parere Renata Oliveri: «serve un percorso condiviso»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Un conto è il bacino unico regionale per il trasporto locale, un conto la fusione delle due aziende Amt e Atp che allo stato attuale «darebbe risparmi troppo limitati» ha detto in Consiglio Provinciale l’assessora Anna Dagnino, parlando in aula a nome della Giunta e aprendo un dibattito su questo tema, attualissimo, in cui sono intervenuti anche Renata Oliveri del Gruppo Misto e Gian Piero Pastorino di Sel.

La Regione «sta lavorando alla riscrittura della legge sui trasporti – ha detto l’assessora provinciale – verso il faticoso obiettivo del bacino unico regionale e poi, in prospettiva, anche verso un’azienda unica regionale. La Provincia condivide il percorso, rafforzato anche dalle ultime normative del governo Monti, però ovviamente un conto è essere in questo percorso, un altro la fusione delle due aziende».

Ad Amt, controllata dal Comune di Genova e ad Atp, di cui la Provincia ha la maggioranza «è stato chiesto di verificare i bilanci e fare i conti dei risparmi che potrebbero derivare dalla fusione ed è risultato che i risparmi sarebbero estremamente relativi» anche se tutte le organizzazioni sindacali «molto impegnate in questa operazione hanno garantito il loro coinvolgimento, anche rispetto al costo del lavoro».

La posizione attuale della Provincia è perciò quella di «fare tutte le azioni di risanamento possibili per la nostra azienda Atp – dice Anna Dagnino – seppure con difficoltà crescenti perché i costi di produzione crescono in modo vertiginoso e i contributi pubblici restano fermi». Se poi la Regione «deciderà di incentivare la fusione Amt-Atp si rivedrà il progetto per il quale, allo stato dei fatti, non ci sono le condizioni perché le due aziende hanno condizioni diversificate, ma di sofferenza, e ripeto i risparmi sarebbero troppo limitati». Per la Provincia quindi, anche se sui giornali sono apparse notizie diverse «mancano ancora punti fermi, concreti e precisi».

Renata Oliveri ha detto «la fusione è stata rilanciata dal vicesindaco Pissarello, ma a questo risultato non si può certo arrivare senza un percorso condiviso. Mi chiedo se l’iniziativa risponda a indicazioni programmatiche oppure un po’ isteriche su un tema che richiede grande razionalità e anche la Regione ha responsabilità precise». Gian Piero Pastorino ha ricordato «di aver già chiesto, come presidente di commissione, all’assessora Dagnino una specifica seduta sulla ristrutturazione delle linee con il taglio di parecchi chilometri per rientrare nelle spese. È vero che il tema della fusione delle due aziende esiste, ma non si possono riunire le debolezze e i 30 milioni di cui parla il vicesindaco Pissarello fanno parte del debito Amt nato e cresciuto a dismisura con la famosa vendita di quote ai privati. In commissione vorremmo confrontarci e chiarirci anche su questi aspetti».

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