Economia Campi

Sciopero Amazon, i lavoratori protestano a Campi

Primo sciopero nazionale di tutta la filiera della logistica di Amazon: Presidi a Genova in corso Perrone e via 30 Giugno dalle 7 di lunedì mattina

Primo sciopero nazionale di tutta la filiera della logistica di Amazon nella giornata di lunedì 22 marzo 2021. Presidi a Genova in corso Perrone e via 30 Giugno dalle 7 alle 17, organizzati dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti. Intorno alle 10.15 i lavoratori sono scesi in strada, la Polizia Locale ha chiuso corso Perrone nel tratto compreso tra la rotatoria Perini e via Ferri.

Tra le principali richieste del sindacato una nuova organizzazione del lavoro, la stabilizzazione dei precari, la clausola sociale e la continuità occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore. «Ci scusiamo sin d'ora con i genovesi che avranno dei disservizi da questo sciopero - aveva dichiarato Marco Gallo, segretario Filt Cgil Genova - ma chi lavora ha una dignità da difendere e questo sciopero serve a ripristinare condizioni di lavoro degne di un paese civile».

«Questo è il primo sciopero di Amazon che abbiamo a livello nazionale e anche qui a Genova - aveva spiegato ancora Gallo -. Il gigante dell'e-commerce americano pensa di poter gestire il lavoro come se non ci fossero regole e contratti. Lunedì, anche da Genova, gli manderemo un segnale che gli ricordi che il lavoro non è una giungla e che esistono i doveri, ma ci sono anche i diritti».

Sulla piattaforma di Genova in totale sono coinvolti 300 lavoratori. «La misura è ormai colma e questo è frutto dell’atteggiamento di Amazon che manifesta un’indisponibilità cronica ad un confronto con le rappresentanze dei lavoratori», avevano spiegato in una nota Francesco Bottiglieri (Segretario Regionale Fit Cisl Liguria ) e  Mirko Filippi (Coordinatore Regionale Fit CISL Liguria Logistica Trasporto Merci e Spedizione).

I sindacallisti avevano aggiunto: «Non è più accettabile la situazione che si sta vivendo per quanti riguarda i carichi di lavoro ormai diventati insostenibili con l’aumento delle spedizioni dell’ e-commerce e per le pressioni psicologiche a cui i lavoratori, in primis i driver, sono sottoposti quotidianamente. Basti pensare che il loro orario di lavoro impostato sette giorni su sette, i percorsi, l’ordine delle consegne sono organizzati da un freddo algoritmo che spesso e volentieri costringe questi lavoratori a saltare il pasto e trattenere i propri bisogni fisiologici per ore e ore, facendo correre nel vero senso della parola i lavoratori meno esperti, non facendo mancare i questo modo i danni ai mezzi che ricadano sulle spalle di questi lavoratori. In ultimo ma non per importanza la presenza di moltissimi, anzi troppi contratti di lavoro precari che hanno solamente lo scopo di tenere in soggezione i lavoratori che per lo più delle volte sono giovanissimi e appena affacciatisi al mondo del lavoro».

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