Airbnb, gli host genovesi a confronto per un "manifesto dell'ospitalità in casa"

Anche gli host del capoluogo ligure partecipano all'iniziativa nazionale organizzata dal colosso degli affitti online per cercare un'apertura con enti locali e associazioni

Gli host Airbnb riuniti anche a Genova per discutere del futuro di una tipologia di accoglienza in crescita esponenziale, e su cui molto si dibatte anche dal punto di vista della regolamentazione.

L’occasione è l’evento nazionale 100 case 100 idee, organizzato dagli host - coloro che hanno deciso di mettere la propria casa su Airbnb, il portale nato per mettere in contatto chi affitta e chi cerca e che oggi offre anche vere e proprie esperienze a seconda delle città - con il supporto di Airbnb sabato 16 novembre.

È la prima volta che gli host italiani, oltre 200mila, si riuniscono per un incontro “formativo”, al centro della discussione turismo responsabile e sostenibile: a Genova l’incontro è organizzato dalle 9.30 alle 13, la location comunicata soltanto a chi nei giorni scorsi si è iscritto attraverso apposito modulo sul sito.

Gli host hanno incluso nell’incontro anche amministratori locali, associazioni e altri cittadini, con l’obiettivo di elaborare un “manifesto dell’ospitalità in casa” utilizzando gli spunti che emergeranno durante le discussioni e di «fissare i principi di un’ospitalità responsabile, perché rispettosa delle regole, e sostenibile, perché attenta all’ambiente e agli abitanti». Le idee verranno raccolte e  proposte alle istituzioni locali, regionali o nazionali, e saranno incentrate su tre tematiche fondamentali: ambientale (buon vicinato, rispetto dell’ambiente), sociale (sicurezza delle persone, qualità dell’ospitalità, rapporto fra politiche per il turismo e per la residenzialità) ed economica (pagamenti digitali e attività in regola con le norme amministrative e fiscali, indotto commerciale e supporto agli esercizi di vicinato). 

L’iniziativa arriva in risposta alle critiche che molte amministrazioni locali e associazioni che lavorano nel turismo hanno mosso ad Airbnb per l’impatto che ha avuto sugli affitti turistici e il patrimonio immobiliare della città. Tra i più convinti oppositori, i sindaci di Firenze (che ha anche aumentato la tassa di soggiorno e chiesto una legge nazionale ad hoc) e Bologna, che hanno ufficializzato l’intenzione di sottoporre una proposta di legge all’Unione europea per mettere vincoli all’esercizio di hosting e per dare maggiori poteri ai sindaci per limitare il raggio d’azione del colosso americano.

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Anche a Genova non sono mancate le polemiche su Airbnb, e nel 2017 Tursi ha stretto un accordo con la piattaforma online per il pagamento della tassa di soggiorno. Non è un caso, quindi, che Airbnb abbia aperto gli incontri del 16 alle amministrazioni locali e agli stessi operatori del turismo.

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