Rossetti, ok all'accordo per il Tpl ma si rischia la guerra fra poveri

Dichiarazioni decise quelle dell'assessore regionale Rossetti: "Dopo l'accordo Amt, Trenitalia e pendolari hanno fatto pressione sulla Regione dando vita a una guerra tra poveri che fino a oggi la giunta aveva evitato"

“Ho sempre onorato gli accordi, sia come dirigente, sia come amministratore, e onorerò anche questo, mi rifiuto però di seguire chi vuole alzare la tensione sociale sventolando  titoli di giornale”. Pippo Rossetti, assessore alle Finanze della Regione Liguria, torna sui fondi al trasporto pubblico e sull’accordo firmato in Regione per il “salvataggio” di Amt, in vista dell’arrivo di altri 66 milioni di euro dal governo per il comparto.

L’accordo sottoscritto la scorsa settimana in Regione Liguria ha presupposti condivisi dai sindacati: “Si possano usare i fondi statali assegnati per il trasporto ferroviario anche per quello su gomma, il problema- aggiunge Rossetti- è che dopo l’accordo Amt, Trenitalia e pendolari hanno fatto pressione sulla Regione dando vita a una guerra tra poveri che fino a oggi la giunta aveva evitato."

Come assessore alle Finanze Rossetti  afferma di  rifarsi a una visione “confederale” del problema, “nel senso che se si sono ridotti i dipendenti dei i servizi pubblici, della sanità del welfare e dell’istruzione, di imprese, associazioni di categoria, agricoltura, commercio e cooperazione, se con un taglio da parte dello Stato che per la Regione Liguria, dal 2011 a oggi arriva a 235 milioni,  potremmo essere costretti a chiedere a tutti altri sacrifici, anche il sistema del trasporto pubblico locale dovrà essere coinvolto in questa politica “solidale”.

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“Comprendo le difficoltà del Comune di Genova che tuttavia avrebbe dovuto, fin dal 2010, avviare un percorso politico in questa direzione. E’ autonoma e legittima la scelta di riportare “in house” le aziende, ma è rischioso assicurare ai lavoratori che un “soggetto terzo” pagherà le proprie aziende. Perchè la prima responsabilità del rischio fallimento di un'azienda  comunque sempre è della proprietà”, conclude Rossetti.

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