Ex Ilva, Arcelor Mittal rescinde il contratto di acquisto. Furia di sindacati e Regione

La cordata annuncia il ritiro dopo l’approvazione della protezione legale necessaria alla società per attuare il piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale

Doccia gelata per il comparto siderurgico italiano e per le centinaia di dipendenti dell’ex Ilva. Dopo l’approvazione da parte del governo del provvedimento con cui si elimina la protezione legale necessaria alla società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, oggi Am InvestCo Italy ha notificato ai commissari straordinari dell’azienda la volontà di rescindere l'accordo per l'affitto con acquisizione delle attività di Ilva Spa e di alcune controllate acquisite secondo l'accordo chiuso il 31 ottobre. 

A ufficializzarlo, una nota della cordata diffusa lunedì pomeriggio: «Secondo i contenuti dell'accordo del 31 ottobre 2018, ArcelorMittal ha chiesto ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità delle attività di Ilva e dei dipendenti entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione».  

Alle 15 di lunedì si è svolto un vertice straordinario al ministero dello Sviluppo economico chi hanno partecipato il ministro Stefano Patuanell e i ministri per il Sud e per l'Ambiente, Giuseppe Provenzano e Sergio Costa. Nessuna dichiarazione ufficiale al termine, ma indiscrezioni provenienti da fonti interne ribadiscono che «il governo non consentirà la chiusura dell'Ilva». Per i ministri «non esistono presupposti giuridici per il recesso del contratto». L'azienda sarà «convocata immediatamente a Roma». Un altro vertice, alla presenza dei vertici del governo e dell'azienda, è previsto per mercoledì.

 L'amministratrice delegata e presidente di Arcelor Mittal Italia, Lucia Morselli, ha intanto scritto ai dipendenti spiegando le ragioni del ritiro: «Non è possibile gestire lo stabilimento senza le protezioni legali necessarie all'esecuzione del piano ambientale, definitivamente rimosse ieri con la mancata conversione in legge del relativo decreto. È fondamentale che questo piano sia eseguito in modo sicuro e strutturato così che gli impianti non siano danneggiati e possano tornare a essere operativi in tempi rapidi sotto la responsabilità dei Commissari di Ilva spa in amministrazione straordinaria».

«Questa è una notizia difficile per tutti i dipendenti - prosegue Morselli - L'essenziale ora è agire nell'interesse dell'azienda e dei colleghi cooperando nei prossimi giorni per supportare in ogni modo le attività volte a preservare il valore e l'integrità degli insediamenti produttivi. Un piano d'azione dettagliato sarà coordinato da Wim Van Gerven, AMI Chief Operation Officer».

Crisi Arcelor Mittal-Ilva, sindacati: «Atteggiamento del governo totalmente irresponsabile»

Secca e immediata la replica dei sindacati, con Bruno Manganaro (Fiom Cgil Genova) che ha accusato il governo: «L'atteggiamento su ArcelorMittal è totalmente irresponsabile. Il governo si divide sulla tassazione sulle bottigliette di plastica e si dimentica di 15 mila lavoratori tra diretti e indotto. Il lavoro non è considerato centrale nell'agenda politica del Governo che ha giocato su un contratto, e il conseguente accordo sindacale, firmato solo un anno fa, smontandolo subito dopo a scapito dei lavoratori. A questo punto non si può più giocare e deve essere il Governo a risolvere la questione garantendo posti di lavoro  e stesso reddito a tutti i lavoratori coinvolti. E' giunto il momento in cui il Governo si assuma le proprie responsabilità e decida una volta per tutte se considera la siderurgia strategica per il Paese».

Sulla stessa linea Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova: «Zingaretti, Renzi e Di Maio, il trio delle meraviglie, ha fatto un vero capolavoro, quello di distruggere l’industria siderurgica italiana. Oltre all’atteggiamento ostile nei confronti di Mittal, L’ordine del giorno approvato a suo tempo dalla Commissione Industria e Lavoro del Senato con la soppressione dello scudo penale per i presunti danni ambientali provocati dalle precedenti gestioni ha messo nelle condizioni Mittal di notificare ai Commissari straordinari dell’Ilva la volontà di rescindere dall’accordo di affitto per l’acquisizione delle attività  Ilva Spa. S tratta di una vera bomba che provocherà danni durissimi all’economia italiana, al Pil, a tutti i lavoratori dell’Ilva».

Il sindaco Marco Bucci: «Sono molto preoccupato»

«Sono molto preoccupato per la decisione dei vertici di Arcelor Mittal», è stato il commento del sindaco di Genova, Marco Bucci, che ha sottolineato che «c’è in gioco il futuro dell’industria siderurgica italiana: auspicando che il Governo possa rivedere le proprie scelte per mitigare questo rischio sono pronto a lavorare da subito, per quanto nelle mie possibilità, con Regione Liguria e i sindacati dei lavoratori per contrastare in ogni modo qualsiasi scenario negativo che potrebbe riflettersi anche sullo stabilimento di Cornigliano».

Il governatore Toti: «Serve mobilitazione cittadina»

Sulla crisi ex Ilva è intervenuto anche il governatore ligure, Giovanni Toti, che ha invitato a una «mobilitazione cittadina. Oggi risolvere il problema Ilva diventa difficilissimo e a farne le spese sarà un paese che già non cresce e vede aumentare i disoccupati. I sindacati sono convocati da me in regione mercoledì insieme a Confindustria e alle altre categorie del mondo produttivo. Serve una grande mobilitazione cittadina come fu per Fincantieri in difesa di un settore strategico come l'acciaio e di una fabbrica che è un'eccellenza del nostro polo produttivo di Cornigliano e del paese».

«Nessun governo nella storia repubblicana - ha proseguito Toti - ha mai fatto qualche cosa di paragonabile a questo contro un'industria strategica per il nostro paese. E l'ha fatto semplicemente per qualche applauso sotto un palco, nella velleitarietà di voler fare del ponte Morandi un ponte con le liane e le altalene e a Taranto un parco giochi per bambini. Non si è mai sentito un fatto del genere non dico in una delle maggiori potenze industriali del mondo come è l'Italia, ma in qualsiasi altro paese normale del globo terracqueo. E leggere oggi i comunicati del Partito Democratico che spiega a se stesso (che ha votato questa norma) cosa bisognerebbe fare è qualche cosa che sfiora o il surreale o la follia»

Ha rincarato la dose Gianni Berrino, assessore regionale al Lavoro: «È con estrema preoccupazione che assistiamo agli sviluppi della questione dell'ex Ilva. Le scellerate politiche portate avanti dal Movimento 5 Stelle contro l’acciaio italiano mettono a rischio un comparto intero. È una follia che il governo, per una norma che fa passare come se fosse a tutela dell'ambiente, mandi a monte un accordo fondamentale per la siderurgia italiana mettendo a repentaglio il futuro di circa 20 mila lavoratori, di cui 1500 solo a Genova. La produzione di acciaio, inoltre, è strategica per tutta la politica industriale italiana. L'Italia era leader in Europa mentre ora, a causa di queste insensate prese di posizione, non saremo più autosufficienti. Le nostre industrie di trasformazione, da Fincantieri alle tante piccole e medie industrie manifatturiere italiane, diverranno interamente dipendenti da forniture estere rischiando pesantemente di perdere quote di mercato per l’aggravio di costi e la difficoltà ad operare».

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