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Come l’8xmille rafforza la comunità

Grazie ai contributi dell'8xmille alla Chiesa cattolica sono stati stanziati in Diocesi 1.248.000 euro destinati alla carità e ai Centri di Ascolto. L'intervista a Giuseppe Armas, Direttore della Caritas diocesana

In epoca di dichiarazione dei redditi, torna la campagna di sensibilizzazione alla firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica. Non è una tassa e non costa nulla. Con la firma per l’8xmille è possibile offrire formazione scolastica ai bambini, dare assistenza ad anziani e disabili, assicurare accoglienza ai più deboli, sostenere progetti di reinserimento lavorativo e molto altro ancora. Questa settimana Mirco Mazzoli ne ha parlato con Giuseppe Armas, Direttore della Caritas diocesana.

Un piccolo gesto, una grande missione

Giuseppe Armas, direttore della Caritas Diocesana di Genova. Che contributo offre alle opere di carità della diocesi di Genova l’8xmille alla Chiesa Cattolica?

"Lo scorso anno, grazie alla scelta dei contribuenti di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica, la nostra diocesi ha potuto indirizzare 1.248.000 euro agli enti ecclesiali di carità e ai Centri di Ascolto Vicariali, a favore delle persone e delle famiglie in difficoltà che vi si rivolgono. Si tratta di famiglie straniere che non possono contare su una rete di relazioni che li supporti né su un lavoro adeguato, giovani stranieri usciti dai percorsi di accoglienza senza una concreta integrazione ma anche famiglie e persone italiane che hanno necessità di essere sostenute perché non riescono a far fronte al costo della vita".

Cittadino_1_Olianas_Foto di Caritas Italiana _ Erasto Trujillo

Qual è la voce di spesa che richiede maggiore impegno economico?

"Sicuramente quella dell’abitare. Il 60% delle risorse dei Centri di Ascolto è impiegato a questo scopo. Negli ultimi anni i costi relativi al tema casa, quali mutui, affitti, amministrazione e bollette, sono progressivamente aumentati e per molti, paradossalmente, avere una casa è diventato un fattore di impoverimento, al pari di certi lavori poveri: non si può dire che siano persone e famiglie senza casa o lavoro ma queste due condizioni, evidentemente necessarie, invece che farsi promotrici di stabilità e sviluppo, hanno l’effetto delle sabbie mobili. È un dato confermato anche da altre tipologie di servizi, come ad esempio le mense in risposta al bisogno alimentare: pensiamo alla Mensa di Casa della Giovane, con numeri crescenti e interi nuclei familiari che vi si rivolgono anche perché, in questo modo, possono risparmiare sul cibo per onorare così le spese della casa. Un aspetto determinante, però, è riuscire a trasformare le risorse investite, anche grazie all’8xmille, non solo in servizi materiali ma in percorsi di accompagnamento e integrazione dentro ad una comunità di riferimento. È il senso, ad esempio, della rete di alloggi temporanei, alcuni dei quali in co-housing, che coordiniamo come Caritas Diocesana, in cui attualmente circa 100 persone trovano una sistemazione momentanea e, soprattutto, una condivisione che le incoraggia sulla strada di un futuro più solido".

E per chi una casa non ce l’ha, le persone senza dimora?

"Tramite la Caritas, la Diocesi ha predisposto l’accoglienza notturna per il periodo invernale presso il Seminario Arcivescovile del Righi, con 25 posti letto disponibili da dicembre a marzo per uomini e donne, italiani e stranieri, anziani, adulti e giovani. Anche in questo caso la risorsa offerta dall’8xmille non significa solo un posto per la notte ma genera uno spazio e un tempo di comunità, crea relazioni tra le persone accolte e i circa 90 volontari che ci hanno affiancato per garantire il servizio di ospitalità nei 4 mesi: adulti, giovani, coppie, gruppi Scout, seminaristi della Diocesi e seminaristi dei Gesuiti. Abbiamo dormito e fatto colazione insieme; soprattutto abbiamo condiviso la nostra umanità e ciò ha fatto nascere in molti la disponibilità a stringere legami più forti. Per questo la Caritas ha avviato il progetto “Legami che durano… oltre l’emergenza”, per dare continuità all’esperienza di prossimità e incoraggiare relazioni quotidiane di amicizia, fraternità e accompagnamento".

Perché è importante destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica?

"Perché va oltre la pura assistenza. Certo è indispensabile soccorrere dal punto di vista materiale. Ma alla povertà, al disagio, all’emarginazione ciò non può bastare, come non basta l’intervento deputato degli enti ecclesiali, dei Centri di Ascolto, della Caritas. Come detto, alle persone in difficoltà serve trovare una comunità che condivide, accoglie, offre una rete che sostiene e promuove. Parliamo delle comunità vicariali e parrocchiali e dei tessuti dei quartieri. È questo il fine dell’8xmille alla Chiesa cattolica: non solo sfamare, vestire, accogliere ma anche rafforzare comunità in cui farsi prossimi gli uni agli altri, come Gesù ha chiesto e ha fatto".

Fonte: Il Cittadino

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