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Cronaca Sampierdarena / Via Sampierdarena

Il centro sociale Zapata al Comune: "Proposte irricevibili, vogliamo rimanere nei nostri spazi"

A febbraio c'era stato un incontro ed era stato avviato il dialogo per trovare alternative ai magazzini del sale e allo sgombero

Dopo l'incontro avvenuto il 20 febbraio 2023 il centro sociale Zapata torna a far sentire la propria voce respingendo le proposte fatte dal Comune di Genova per trovare un'alternativa agli ex magazzini del sale di Sampierdarena, inseriti tra gli immobili da riqualificare con i fondi del Pnrr, Inizialmente si era parlato di sgombero, poi era stato avviato un dialogo tra gli attivisti e la pubblica amministrazione che, tra le altre cose, aveva parlato della necessità di far diventare lo Zapata una personalità giuridica, in modo da diventare formalmente una  controparte. La situazione, però, non sembra in via di risoluzione. 

"Il centro sociale Zapata sta portando avanti la trattativa con il comune di Genova con rilevanti difficoltà - scrive in una nota social il centro sociale -  da qui il tempo trascorso dall'unico incontro con l'amministrazione. Le proposte del Comune, escluso Palazzo della Fortezza a Sampiedarena, sono irricevibili: distanti dalla nostra zona di riferimento e in condizioni fatiscenti, pericolanti, bisognose di interventi di recupero milionari dei quali non è chiaro chi si debba occupare e con che tempistiche. Anche la Fortezza, per quanto recentemente restaurata, non ha le caratteristiche necessarie a portare avanti le nostre attività in particolare quelle aggregative e musicali di cui c'è forte carenza in città. Aumenterebbero i rischi di inquinamento acustico e diminuirebbero le condizioni di sicurezza data la ridotta dimensione degli spazi e delle vie di fuga. Sarebbe impossibile proseguire le principali attività dello Zapata e si dovrebbe rinunciare a offrire quei servizi necessari di cui la città ha disperato bisogno. Ci vediamo quindi costretti a respingerle in quanto inadatte a proseguire l'esperienza del centro". 

Attivisti che poi proseguono: "È difficile inoltre assolvere alla richiesta di formare un soggetto giuridico che si intesti lo spazio sociale garantendo le stesse condizioni di tutela e accessibilità esistenti, senza rendere lo spazio un’ennesima 'proprietà privata' ricattabile e poco inclusiva. Il collettivo Zapata perciò intende richiedere di restare nei suoi spazi, a fronte della costituzione di un soggetto giuridico che possa essere riconosciuto dall'amministrazione ma che permetta di mantenere le condizioni di fruibilità e gestione diffusa dello spazio. Non è una scelta facile: in una città che vede ogni giorno peggiorare le sue condizioni di vivibilità avremmo preferito l'attenzione dell'amministrazione si concentrasse su questioni più urgenti che lo sgombero di una realtà storica, viva e necessaria eppure questa è la situazione che dobbiamo affrontare. Di spazi come lo Zapata c'è disperato bisogno in città e per questo stiamo tentando di fare il possibile per difendere questo spazio di tutti".

"In questi mesi - concludono dallo Zapata - abbiamo coinvolto tante realtà alla ricerca di spazi fisici che il comune, tra Ocean Race e inaugurazioni, pare non essere in gradi di fornire ai cittadini. Non vogliamo arrenderci e rinunciare a questa risorsa fondamentale della città. Confidiamo che l'amministrazione recepisca questa realtà e non interrompa senza motivo un esperienza che da 30 anni contribuisce allo sviluppo e al benessere di Genova e dei suoi cittadini, dal primo all'ultimo. Anche perché è impossibile uccidere un’esperienza come Zapata. Se sgomberata da una parte rinascerebbe inevitabilmente da un’altra con rinnovata forza e determinazione".

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