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Cronaca

Yirelis massacrata di botte e poi accoltellata, messa in ricordo a Sampierdarena

Del femminicidio è accusato Sandro Di Carlo, 26enne residente a Cassino, dove è avvenuto il delitto. Non si esclude che il giovane fosse in uno stato di alterazione psicofisica

Mercoledì 31 maggio alle ore 19 ci sarà una messa organizzata dalla famiglia alla chiesa del Don Bosco di Sampierdarena per Yirelis Pena Santana, la 34enne dominicana che viveva a Genova e da poco tempo si era trasferita nel Lazio, dove è stata uccisa a Cassino, provincia di Frosinone.

Del femminicidio è accusato Sandro Di Carlo, che avrebbe massacrato di botte la vittima prima di accoltellarla. Il 26enne residente in città, operaio edile e proveniente da una famiglia agiata, in carcere da lunedì, non avrebbe avuto alcuna pietà della vittima. Una furia cieca, ingiustificata, che ha indotto gli inquirenti ad approfondire alcuni aspetti. Non si esclude che il giovane fosse in uno stato di alterazione psicofisica.

Nel pomeriggio di ieri, come riporta FrosinoneToday, durante l'interrogatorio davanti al gup, nel carcere di Cassino, l'arrestato si è avvalso della facoltà di non rispondere ma il suo avvocato Alfredo Germani ritiene che sia necessario un altro interrogatorio.

Il giovane è stato arrestato nella notte tra domenica e lunedì con ancora ai piedi le scarpe indossate la notte del massacro intrise di sangue. Era di ritorno da Roma dove aveva trascorso la domenica in compagnia di una donna. Inquietate un video postato sulla sua pagina social e nel quale si diverte a doppiare un film nel quale la protagonista lo definisce un assassino psicopatico.

Il cordoglio del Consolato Generale della Repubblica Dominicana a Genova

 "Il Consolato Generale della Repubblica Dominicana a Genova, nella persona del console generale  il dottore Nelsón Carela Luna, di fronte alla scomparsa della cittadina dominicana Yirelis Peña  Santana, si unisce al dolore, allo sgomento e all'afflizione che travolge la sua famiglia, i suoi amici  e l'intera comunità domenicana in Italia. Il Governo dominicano, attraverso il Ministero degli Affari Esteri, l'Ambasciata Dominicana a  Roma e il Consolato Generale della Repubblica Dominicana a Genova, in linea con i principi di 
attenzione al cittadino in stato di vulnerabilità, sin dal primo momento ne è stato informati dell’accaduto. E quindi da subito, il console generale Carela si è messo in contatto con la famiglia  per verificare il loro stato. Una volta esauriti tutti gli iter e le procedure relative alla normativa italiana in questo campo, lo Stato Dominicano attraverso le rispettive istituzioni provvederà a coprire quanto necessario per  rimpatriare la salma nella Repubblica Dominicana. Il console Carela ribadisce la sua fiducia nel sistema investigativo e nella Giustizia italiana, che con  impegno chiarirà l'intero retroscena e il triste contesto di quanto accaduto. Restando a disposizione delle suddette autorità. Azioni di questo tipo ribadiscono l'impegno dello Stato dominicano con il cittadino dominicano in stato di vulnerabilità all'estero. Pace alla sua anima".

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