Coronavirus, esperti in riunione in Alisa: «Nessun allarme»

La conferma dall'assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, che in mattinata ha partecipato a una riunione con i massimi esperti regionali: «Siamo in stretto contatto con l'Istituto Superiore di Sanità»

Anche in Liguria si parla di coronavirus, il ceppo nato in Cina che sta preoccupando tutto il mondo e che ha spinto il ministero della Salute a innalzare i controlli nei maggiori scali italiani, in particolare quello di Roma Fiumicino alla luce dei tre collegamenti diretti con Wuhan, città nella provincia cinese di Hubei, focolaio del virus.

Il “2019-nCoV”, sigla che sta per nuovo coronavirus (il riferimento è alle punte a forma di corona presenti sulla sua superficie), rientra nella famiglia dei virus respiratori che possono causare patologie ad ampio spettro. I coronavirus sono comuni in molte specie di animali, ma in particolari casi possono evolversi e infettare anche l’uomo, esattamente ciò che è accaduto in Cina, dove il virus si trasmette da persona a persona e ha già mietuto a oggi 25 vittime, portando alla quarantena di tre città e 41 milioni di persone.

Casi sono stati registrati e accertati anche in Giappone, Hong Kong, Corea, Thailandia e Singapore, e scienziati ed esperti di tutto il mondo stanno cercando di capire come il virus sia stato trasmesso all’uomo (tra le ultime ipotesi, la possibilità che derivi da pipistrelli e serpenti, che in Cina vengono regolarmente consumati come cibo). Si tratta di un virus strettamente correlato a quello della sindrome respiratoria acuta grave (SARS) e alla sindrome respiratoria mediorientale (MERS).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha comunque escluso l’epidemia mondiale (anche se il Comitato di Emergenza ha sottolineato l’urgenza della situazione e la necessità di riunirsi al più presto per nuove valutazioni), e anche in Italia sono arrivate rassicurazioni dal ministero della Salute: «I controlli negli aeroporti - ha sottolineato il ministro Speranza giovedì - procedono regolarmente. Quelli svolti a Fiumicino hanno dato esito negativo. Siamo in stretto contatto con tutte le istituzioni internazionali. Ho sentito più volte personalmente la commissaria europea Stella Kyriakides che sta coordinando le misure a livello comunitario. È attivo da giorni uno specifico canale sanitario per tutti i viaggiatori provenienti dalla Cina. E' stata diramata a istituzioni, enti e organizzazioni professionali interessati, una circolare contenente indicazioni operative predisposta dalla Direzione generale della prevenzione». 

L’epidemia, anche alla luce del Capodanno Cinese, che inizierà il 25 gennaio e che potrebbe aumentare il traffico di passeggeri dall'Oriente, ha comunque spinto le strutture sanitarie ad aumentare i livelli di allerta, e anche in Liguria i vertici di Alisa si sono confrontati sulla questione: «Ho appena terminato una riunione con i massimi esperti regionali in materia di igiene e prevenzione sul tema coronavirus, è importante che tutti i sistemi sanitari regionali siano in stretto collegamento con l’Istituto Superiore della Sanità - ha detto l’assessore Viale - Non vi è al momento allarme, ci hanno rassicurati anche i massimi esperti, però occorre con trasparenza comunicare lo stato dell’arte ai cittadini. Non deve essere cerato uno stato di ansia e preoccupazione, la situazione è sotto controllo».

«Bisogna abbassare un po’ i toni, si sta facendo molto allarmismo - conferma l'infettivologo Matteo Bassetti, presidente della Società Italiana Terapia Antinfettiva (Sita) e direttore della clinica di malattie infettive del San Martino - Parliamo di mille casi dall’inizio dell’epidemia e di 25 morti, una mortalità del 2,5 per cento, di gran lunga inferiore anche al tasso legato alla comune polmonite virale cui spesso assistiamo nel corso dell'anno. Giusto parlarne, giustissimo fare prevenzione, ma non siamo di fronte a una malattia infettiva devastante. Sicuramente è un virus nuovo, mutato rispetto agli animali da cui è derivato, ma stante i numeri che arrivano dalla Cina non sembra così grave come la Sars del 2003, che ha avuto una mortalità nel 10-15% dei casi e per alcuni sottogruppi anche superiore al 20%.

«Da infettivologo sono contento si parli di questo argomento, e che il sistema si organizzi e si testi se funziona o no - prosegue Bassetti - mi pare che il sistema in Liguria abbia funzionato benissimo negli ultimi decenni, a fronte delle diverse epidemie affrontate. Anche questa volta, vista la riunione di stamattina e l'estrema collaborazione tra professionisti del settore, possiamo stare tranquilli: il sistema è rodato testato e funziona». 

Bassetti ne approfitta anche per sottolineare che «si parla di questa epidemia in una zona remota della Cina, ma si parla molto poco del fatto che in Italia abbiamo oggi quasi 4 milioni di persone con l'influenza, e ci stiamo avvicinando al picco, che arriverà tra una settimana, massimo 10 giorni. E di influenza alcune persone muoiono, basti pensare agli anziani. La Sars del 2003, che fece molti morti nel mondo, in Italia portò a 4 casi documentati e circa 30 casi sospetti. Con il coronavirus siamo, per il nostro paese, che non ha un collegamento diretto con la Cina, si parla di numeri davvero non preoccupanti»

Coronavirus, i consigli dell'Organizzazione Mondiale della Sanità

A oggi sono ancora in corso le indagini per valutare la portata dell'epidemia, anche alla luce del fatto che la città di Wuhan è un importante snodo di trasporto nazionale e internazionale. Gli esperti stanno cercando di accertare le modalità di trasmissione e le manifestazioni cliniche del nuovo virus, oltre che la fonte, e per chi ha in programma viaggi verso o da paesi in cui si sono registrati casi l'Oms ha diffuso alcuni consigli: 

- vaccinarsi contro l’influenza almeno 2 settimane prima della partenza;

- valutare la possibilità di posticipare viaggi a Wuhan non strettamente necessari;

- evitare il contatto diretto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;

- lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo il contatto diretto con persone malate;

- evitare di visitare mercati ittici o di animali vivi;

- evitare il contatto diretto con animali da allevamento o selvatici vivi o morti;

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- i viaggiatori con sintomi di infezione respiratoria acuta dovrebbero rispettare l’igiene respiratoria: evitare contatti ravvicinati, coprire starnuti e colpi di tosse con un fazzoletto, preferibilmente, monouso e lavare le mani.

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