Coronavirus, comitato in seduta permanente. L'infettivologo: «Mortalità pari all'influenza»

Il governatore ligure Toti rassicura: «Situazione sotto controllo, nessun allarme da sistema sanitario, portuale o aeroportuale». E Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive, rassicura: «Da questa infezione si guarisce»

La Liguria, così come l’Italia, è pronta a reagire a eventuali emergenze legate al nuovo coronavirus proveniente alla Cina. È quanto ha assicurato il governatore ligure Giovanni Toti facendo il punto della situazione nelle giornate in cui il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e in cui si osserva con attenzione quanto accade dall’altro lato del mondo.

«La situazione è sotto controllo, non risultano ad ora allarmi particolari dal sistema portuale, aeroportuale o sanitario - ha detto Toti - che è pronto per affrontare un'eventuale emergenza che dovesse manifestarsi in Liguria. L'invito rimane quello di rivolgersi al Numero unico europeo 112 per qualsiasi reale e contingente necessità». 

A oggi, stando alle valutazioni della Johns Hopkins, che ha elaborato una mappa interattiva, sono 14.568 i casi confermati di nuovo coronavirus, 305 i morti e 340 i guariti. La maggior parte dei casi è in Cina (14.391 nelle prime ore della mattinata di domenica), 29 in Giappone e 20 in Thailandia. Casi sono stati registrati anche negli Stati Uniti, in Francia e in Spagna, oltre che in Italia, dove la coppia di cinesi ricoverata allo Spallanzani sarebbe «in condizioni discrete». La novità delle ultime ore è che è arrivato, purtroppo, il primo morto fuori dai confini della Cina, uno dei due contagiati nelle Filippine.

Coronavirus, situazione in Liguria

«Dalla serata di venerdì 31 gennaio, il Comitato operativo della Protezione civile è in seduta permanente e Regione Liguria partecipa, in teleconferenza, con la protezione civile, il sistema emergenza-urgenza e Alisa - fanno sapere da Alisa - Tra i temi all’attenzione del tavolo: il rientro dei cittadini dalla Cina verso l’Italia, in particolare, dalla zona di Wuhan e, a seguito della nota emessa ieri dall’Enac, che ha provveduto a sospendere tutti i collegamenti aerei tra l’Italia e la Cina, sono monitorati i rientri dalla Cina di coloro che arrivano in Italia con triangolazioni aeree che si sono rese necessarie dopo l’interruzione dei voli».

Dal ministro della Salute e dell’istruzione sono inoltre arrivate le linee guida  per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina, diffuse con una circolare inviata a presidi e genitori. 

«L’operatività del Sistema sanitario regionale è organizzata per affrontare la situazione e per garantire la massima tranquillità ai cittadini - sottolinea Sonia Viale, vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria- Ricordo che è sempre attivo il numero del ministero della Salute 1500 per rispondere a eventuali domande, anche sul tema del coronavirus».

Coronavirus, l'infettivologo: «Da questa infezione virale si guarisce»

Davanti alla psicosi contagio crescente dei cittadini, sono proprio i medici a tentare di ricondurre alla ragione elencando fatti e numeri. Tra loro c’è anche il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del San Martino e presidente della Società Italiana di Terapia Antiinfettiva. 

«Guardando alle stime dell’Oms e di altri modelli matematici, i casi totali di infezioni da nuovo coronavirus potrebbero essere 75000. Questo numero viene fuori mettendo insieme i casi accertati ( quelli più gravi e/o quelli osservati negli ospedali cinesi) e quelli presunti, ovvero quelli meno gravi e/o non visti negli ospedali - spiega Bassetti - Il numero di morti rimane tra 250 e 300. Calcolando quindi la mortalità, questa si attesterebbe sullo 0.3-0.4%. Perfettamente in linea o addirittura più bassa, di quella riportata per influenza da H1N1, variabile da 0.1 a 0.5%, con punte fino all’1%».

Bassetti getta dunque acqua sul fuoco del panico: si tratta sicuramente di un’epidemia di larghe proporzioni, ma «da questa infezione virale, se anche si verificassero altri casi in Italia, si guarisce, come avviene nella stragrande maggioranza dei casi di influenza. Niente a che vedere con altre infezioni da coronavirus, come la Sars e il MerscoV (10% e 34%). La popolazione deve quindi stare tranquilla. Occorre vigilare e prevenire, ma non continuare ad allarmarsi».

Coronavirus, cosa fare

Il ministero ha comunque diffuso un vademecum che indica ai cittadini cosa fare in caso di necessità.

- se si è sintomatici (febbre o sintomi respiratori), si hanno avuto contatti con un caso confermato, oppure, si proviene dalla Cina: chiamare il numero dell’emergenza 112 e il 118 attiverà il percorso per caso sospetto.

- se si è asintomatici e si hanno avuto contatti con un caso confermato (persona con conferma di laboratorio effettuata presso il laboratorio di riferimento dell’Istituto Superiore di Sanità per infezione da 2019-nCoV): chiamare il numero dell’emergenza 112 e il 118 riferirà alla Struttura di Igiene per attivare la sorveglianza attiva.

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