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Pegli: «Licenziata dopo violenze sessuali», ma il capo smentisce

Una donna quarantenne ha denunciato il titolare di una nota concessionaria di Pegli per violenze sessuali che avrebbero portato al licenziamento ingiustificato della donna

Genova - Una storia delicata che va dal licenziamento all’accusa di violenza sessuale. E’ la storia di una (ex) dipendente quarantenne di un noto concessionaria di Pegli, che, dopo essere stata licenziata dal titolare, ha deciso di denunciare al giudice del lavoro e alla giustizia penale le attenzioni ricevute dal capo.

A detta della signora si sarebbe trattato di palpeggiamenti e molestie sessuali, che, dopo il rifiuto, avrebbero portato il titolare della concessionaria alla decisione di licenziare la presunta vittima non rinnovandole il contratto una volta scaduto.

L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Emilio Gatti ed era rimasta segreta fino alla prima udienza proprio per la delicatezza del caso. L’imputato, accusato di violenza sessuale, sostiene infatti la falsità di quanto denunciato dalla ex dipendente additandole di aver inventato tutto solamente per ricevere un indennizzo.

Indennizzo, che, tra le altre cose, la donna ha già ricevuto, visto che i legali delle due parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale che di fatto chiude la controversia sull’allontanamento ingiustificato della quarantenne.

Ma rimane nelle aule la denuncia per violenza sessuale: nei prossimi mesi saranno ascoltati i testimoni dell’accusa e della difesa, tutti i colleghi della donna, che al momento hanno dichiarato di non essersi accorti di alcun atteggiamento ambiguo del titolare nei confronti della signora.

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