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Dodicenne adescata su facebook e violentata, arrestato

Luigi Caruso, 40 anni, residente a Sestri Ponente e titolare di un negozio di abbigliamento al Terminal Traghetti, è stato arrestato per violenza sessuale ai danni di una dodicenne conosciuta su facebook

Genova - Dietro a un insospettabile titolare di un negozio di abbigliamento del Terminal Traghetti di Genova si nascondeva un mostro, o almeno così affermano le indagini della polizia di Cosenza. L’uomo, Luigi Caruso, 40 anni, residente a Sestri Ponente, è stato arrestato ieri mattina, martedì 12 marzo dalla polizia postale per aver adescato e violentato una ragazzina di soli dodici anni.

L’episodio è avvenuto nella periferia di Cosenza, e presenta alcuni particolari, aggiunti dalla polizia, a dir poco agghiaccianti: Caruso avrebbe violentato la bambina sul proprio furgone nell’aprile del 2012 mentre un amico, Antonio Scaglione, che di anni ne ha 42, compiva atti sessuali con un’altra minorenne nello stesso abitacolo. Anche Scaglione è stato arrestato all’alba di ieri a Cosenza.

Ma c’è di più: i due avrebbero sparso tra gli amici i contatti facebook delle due ragazzine, invitandoli a molestarle. Fatto confermato dai messaggi trovati nelle bacheche due minorenni, si tratta di altri tre uomini, tutti tra i 20 e i 40 anni, tutti residenti a Cosenza, per i quali la procura calabrese ha disposto i domiciliari.

Ma come Caruso è venuto a contatto con la ragazza? Le due minori, amiche del cuore, hanno iniziato a chattare su facebook con Caruso e Scaglione, accettando poi gli inviti ad incontrarsi. Lì, in un centro commerciale di Rende, è scattata la violenza. Successivamente la sorella della minore, insospettita dall’atteggiamento della familiare ha trovato tutti quei messaggi strani su facebook e ha denunciato l’accaduto alla polizia postale.

Caruso, residente a Sestri Ponente da circa dieci anni, dovrà rispondere di abuso sui minori e si trova ora in isolamento nel carcere di Marassi. L’uomo sostiene di aver passato tutto il mese di aprile nel proprio negozio al Terminal Traghetti e di poterlo dimostrare. Il suo caso è stato affidato all’avvocato difensore Antonio Nocito di Albenga.

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