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Violenze di genere, il camper della polizia nei mercati: «Ancora troppo poche denunciano»

Positivo il leggero calo di atti persecutori, maltrattamenti e violenze sessuali, ma emerge la ritrosia a denunciare gli abusi continuati

Cala il numero delle denunce per stalking, violenze sessuali e maltrattamenti, salgono però quelle per lesioni e percosse: questo il quadro fornito dalla polizia sugli episodi di violenza sulle donne avvenuti a Genova nei primi 9 mesi del 2018, uno scenario che, seppur incoraggiante dal punto di vista dei reati, fa emergere un dato preoccupante sulle tante donne che ancora oggi non hanno il coraggio di denunciare abusi ripetuti.

«Alla domanda se è la prima volta che vengono picchiate o abusate, molte donne rispondono di sì. Una risposta che lascia intendere la ritrosia a denunciare l’abuso continuato», spiega Olga Crocco, dirigente della Direzione Anticrimine della questura di Genova, che mercoledì mattina ha partecipato al primo appuntamento di “Questo non è amore”, la campagna di sensibilizzazione sulla violenza di genere promossa dalla Polizia di Stato.

Violenza di genere: calano i reati, ma diminuiscono le denunce

L’iniziativa prevede una serie di tappe nei mercati rionali della città da parte di agenti specializzati e operatori del centro antiviolenza di via Cairoli, che si mettono a disposizione per fornire supporto e informazioni alle vittime di violenza e per raccogliere denunce: primo appuntamento al mercato di Dinegro, dove la postazione mobile della questura resterà anche giovedì e venerdì, poi sarà il turno del mercato di Sampierdarena ( 7, 8 e 9 novembre) e del Mercato Orientale (22, 23, e 24 novembre).

Mettendo a confronto i dati del 2017 con quelli del 2018 emerge che a Genova gli atti persecutori sono passati da 73 a 68, le violenze sessuali da 45 a 43 e i maltrattamenti in famiglia da 125 a 89 - spiega Crocco - Una leggera diminuzione che coincide però a anche con un analogo aumento degli episodi singoli di lesioni e percosse. Sono comunque numeri che sono ancora troppo alti, e inaccettabili, ma l’esperiezna ci mostra un sommerso che troppo spesso non si traduce in denunce. Un quotidiano fatto di intimidazioni, denigrazione e svalorizzazione della donna, con la violenza psicologica che già da sola è una forma grave di maltrattamento e abuso e che in un’escalation si accompagna a violenza fisica e sessuale».

Caratteristica della violenza di genere è, solitamente, la ciclicità: «La donna che subisce violenza spesso si ritrova poi davanti un uomo apparentemente pentito, che promette di non farlo più - sottolinea la dirigente dell’Anticrimine - E la tendenza è quella di perdonare, si spera sempre che il proprio compagno cambi, anche quello più violento. Ed è questo uno dei motivi della non denuncia, insieme con la paura, la vergogna, il senso di colpa e la mancanza di indipendenza economica».

L’invito delle forze dell’ordine resta quindi quello di farsi avanti e denunciare, e di «non avere paura a entrare nei nostri uffici, o a prendere contatto con noi o con i centri antiviolenza - conclude Crocco - Mi rivolgo soprattutto a chi sopporta in silenzio: non abbiate timore, troverete personale attento, sensibile e preparato, pronto ad ascoltarvi e a fornirvi tutti i mezzi psicologici e legali per difendervi e tutelarvi».

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