Cronaca

Violenza sulle donne, in Liguria progetto pilota per fornire consulenza economica gratuita

Al via la collaborazione tra i centri notarili e i centri antiviolenza di Genova: le donne che si rivolgono ai centri potranno contare sull'assistenza degli esperti per questioni successorie, societarie, immobiliari e bancarie

Nel 2016 e nel 2017, i tre centri antiviolenza di Genova hanno accolto complessivamente 1400 donne, circa 700 all’anno. Soltanto nel 2017, il centro di via Cairoli ha dato consulenza a 300 donne e ospitato nelle sue strutture residenziali, 30 persone tra donne e minori: questa la fotografia “scattata” da Istat sui casi di violenza di genere in Liguria, illustrata giovedì a margine della presentazione di un nuovo accordo tra i notai di Genova e il Centro per non subire violenza.

Il protocollo è stato firmato lo scorso 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, e prevede una serie di iniziative per la tutela e la prevenzione della violenza economica contro le donne organizzate dal Consiglio Notarile dei distretti riuniti di Genova e Chiavari e il centro antiviolenza. La collaborazione, in particolare, si sviluppa su diversi fronti: da un lato un servizio di consulenza gratuita su questioni successorie, societarie, immobiliari e bancarie dedicato alle donne che si rivolgono al Centro per non subire violenza, dall’altro una serie di iniziative finalizzate alla formazione specializzata da parte del personale dei centri antiviolenza sulle diverse tipologie di violenza ai danni di una donna (fisica, sessuale, psicologica, economica, spirituale, stalking), approfondendo sui segnali della violenza economica.

Il Consiglio Notarile, dal canto suo, si impegna a promuovere verso i suoi iscritti la disponibilità ad accogliere nei propri studi, con forme di regolazione del rapporto temporaneo di formazione lavoro, donne che hanno seguito un percorso in un Centro antiviolenza e che presentino profili professionali idonei all’inserimento in uno studio notarile.

«Il notariato genovese ha avvertito come un proprio dovere, quale istituzione dello Stato e presidio di legalità diffuso capillarmente sul territorio, rispondere alla richiesta di collaborazione in questo tema - è stato il commento di Ugo Bechini, presidente del Consiglio Notarile di Genova e Chiavari - I notai hanno peraltro nel loro quotidiano bagaglio la difesa del soggetto più debole: la dimestichezza con gli equilibri economici, specie familiari, offrono una possibilità di intercettare per tempo le situazioni anomale, frutto di violenze psicologiche, ed avviarle all'assistenza più idonea, prima che siano compiuti atti pregiudizievoli».

Soddisfazione è stata espressa anche dalle istituzioni: «Si tratta di un’iniziativa molto importante, un progetto pilota che ci auguriamo possa essere esteso a livello nazionale - ha detto l’assessore regionale alle Pari opportunità, Ilaria Cavo- Il fatto che parta da Genova e dalla Liguria non è casuale perché la rete ligure dei centri antiviolenza, delle istituzioni, del sostegno alla lotta contro la violenza sulle donne è a maglie molto strette e composta da soggetti particolarmente impegnati e attivi sul tema».

I casi di violenza sulle donne in Italia

Stando a quanto rivelato dall’Istat, in Italia nel 2016 i 73 Centri D.I.R.E. (Donne in rete contro la violenza) hanno accolto 21.351 donne (di cui 27% straniere). In tema di femminicidio, sono 6 milioni e 788mila le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno riferito di aver subito violenza fisica o sessuale. Nel 41% dei casi gli autori del crimine sono compagni o ex partner. Una donna su dieci ha dichiarato di aver subito violenza in qualche forma prima dei 16 anni e più di una donna su tre ha riportato ferite, lividi, contusioni o altre lesioni. Di queste, circa il 20 % è stata ricoverata in ospedale a seguito delle ferite, il 5% ha riportato danni permanenti.

Il numero delle denunce di violenza negli ultimi anni si è ridotto del 12%. Secondo i dati raccolti dalla commissione, le violenze denunciate sono calate dalle 4.617 del 2011 alle 4.046 del 2016: sono passati dal 4.617 episodi del 2011 ai 4.046 del 2016. Sono invece aumentate del 45 % invece le denunce per stalking: nel 2011 erano 9.027, contro le 13.177 del 2016. 

Secondo l’Istat si stima che, nel 2016, il 9% della forza lavoro femminile (1 milione e 403mila donne) abbia subito nel corso della loro vita lavorativa molestie o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Sono invece 1 milione e 100mila le donne che hanno dichiarato di aver subito ricatti sessuali per ottenere o mantenere il proprio posto di lavoro. Ricatti e molestie di cui gli uomini sono protagonisti nel 90% dei casi.

Nei primi 10 mesi del 2017 sono state invece 114 le donne uccise. È quanto rende noto il IV Rapporto Eures sul femminicidio in Italia. Oltre un quarto delle donne uccise in Italia nel 2016 (38 vittime, pari al 25,3%) risulta di nazionalità non italiana, con un incremento del 40,7%. L'aumento dei casi complessivamente registrato nel 2016 (più 5,6 %), è attribuibile alla sola componente straniera, mentre diminuiscono leggermente le vittime italiane (da 115 a 112, un calo del 2,6 %).

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Violenza sulle donne, in Liguria progetto pilota per fornire consulenza economica gratuita

GenovaToday è in caricamento