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Cronaca

Violenza donne, tutti i dati del 1522 e dei centri antiviolenza in Liguria

Inoltre, a parte l’Emilia Romagna, la Liguria è la regione con la più elevata incidenza di violenze sessuali commesse rapportate alla popolazione residente con l’11,32%

Sono state 636 le chiamate al 1522, numero antiviolenza, in Liguria nel 2021. Più di seicento persone - quasi due al giorno - che hanno chiamato per chiedere aiuto e fermare abusi e maltrattamenti. Quest'anno, poi, i dati dell'Istat segnalano una crescita dei casi: si è passati dai numeri pre covid, ovvero 120 nel primo trimestre 2019, agli attuali 167 nel primo trimestre 2022.

Questi i numeri alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: nel 2021 - anno di cui si conoscono i dati completi - su 636 chiamate al 1522, 590 sono state effettuate da donne di cui 546 italiane.  Il dato non è completo, perché occorre aggiuingere le telefonate e i contatti che arrivano direttamente alle associazioni che si occupano di accogliere e di sostenere le vittime di violenza, fenomeno che si è acuito negli anni della pandemia.

Per dare un'idea dell'incessante lavoro degli 11 centri antiviolenza in Liguria, nel 2021 i primi accessi sono stati 1198, nell’anno precedente cioè nel 2020 sono stati 1155. Nel 2019 i primi accessi sono stati 1255. Si è determinata una diminuzione dei primi accessi durante il covid, mentre in questa fase sono di nuovo in aumento. Per quanto riguarda il 2022, nei primi 10 mesi di quest'anno solo al centro Mascherona sono stati 402 i nuovi contatti (contro i 416 del 2020 e i 476 del 2021), 320 i nuovi colloqui (contro i 357 del 2020 e i 378 del 2021), mentre sono stati già presi in carico 229 casi (contro i 250 del 2020 e i 254 del 2021). 

I centri antiviolenza accreditati dalla Regione Liguria

È emerso, inoltre, che ogni anno, durante la settimana della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne si registra un deciso aumento delle richieste da parte delle donne al numero dedicato 1522. 

Il primo motivo di denuncia è la violenza fisica

Tra i dati del 2021 relativi al 1522, sempre secondo l'analisi di Istat, come specifica la Cgil il primo motivo di denuncia è la violenza fisica con 131 donne coinvolte di cui 115 italiane, mentre la fascia d'età maggiormente coinvolta si riscontra tra i 45 e i 54 anni. Segue la violenza psicologica che coinvolge 109 donne di cui 99 italiane.

Inoltre, come riferisce la Cisl, sempre nel 2021, in base ai dati dell’osservatorio del Ministero dell’Interno curati dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, a parte l’Emilia Romagna, la Liguria è la regione con la più elevata incidenza di violenze sessuali commesse rapportate alla popolazione residente con l’11,32%.

Negli ultimi 10 anni (dal 2010 al 2020), nella nostra regione, secondo Istat, le denunce per stalking sono state 3.466 di cui ben 2.991 (l’86,3%), hanno riguardato la componente maschile; nello stesso periodo le denunce per violenza sessuale sono state 1.636 di cui 1.606 attribuite al genere maschile, in pratica la quasi totalità.

Il supporto della Regione

Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i capigruppo, primi firmatari Fabio Tosi presidente commissione pari opportunità e capogruppo M5s e Luca Garibaldi capogruppo Pd-Articolo Uno, che chiede alla giunta di sviluppare ulteriormente le iniziative e le attività per contrastare e prevenire la violenza contro le donne.

"In Liguria nel 2021 sono state 546 le chiamate al 1522 per segnalare episodi di violenza fisica e psicologica e, sempre lo stesso anno, su cinque omicidi volontari, quattro sono stati femminicidi: tutte donne uccise da partner o ex partner. Di fronte a questi dati impietosi e scioccanti è fondamentale rafforzare e potenziare la rete ligure dei centri antiviolenza e delle case rifugio e continuare a sensibilizzare e promuovere la diffusione del numero antiviolenza 1522, tramite tutti i canali possibili, oltre che la stampa, anche attraverso scontrini fiscali e buste della spesa, come avevamo richiesto a novembre dello scorso anno con un ordine del giorno approvato all’unanimità" dicono Tosi e Garibaldi

"È necessario - concludono i due consiglieri - sostenere le donne vittime di violenza per offrire loro tutti gli strumenti per potersi liberare dal giogo di un uomo violento. Ancora oggi molte, per paura di rimanere sole o di non farcela economicamente, rinunciano a denunciare le violenze subite, nascondendole dietro incidenti domestici o accidentali. Per questo bisogna rendere sempre più capillare sui territori la rete delle associazioni e dei centri antiviolenza per garantire a tutte le donne vittime di violenza oltre un rifugio, anche un sostegno economico e psicologico".

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