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Cronaca

Giornata contro la violenza sulle donne: i dati e tutte le iniziative in città

Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale, in Liguria nel 2021 sono state 636 le chiamate al numero antiviolenza 1522: quasi due persone al giorno hanno telefonato per chiedere aiuto e fermare abusi e maltrattamenti 

Il 25 novembre è la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999, a Genova, come in tutta Italia, fioriscono le iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica e a coinvolgere adulti e bambini. Il colore esibito in questa giornata è il rosso e uno degli oggetti simbolo è rappresentato da scarpe rosse da donna, allineate nelle piazze o in luoghi pubblici, a rappresentare le vittime di violenza e femminicidio.

Violenza donne, i dati del 1522 e dei centri antiviolenza in Liguria

In Liguria, nel 2021, sono state 636 le chiamate al numero antiviolenza 1522. Una media di quasi due persone al giorno che hanno telefonato per chiedere aiuto e fermare abusi e maltrattamenti. su 636 chiamate, 590 sono state effettuate da donne di cui 546 italiane. Numeri a cui vanno aggiunte telefonate e contatti che arrivano direttamente alle associazioni che si occupano di accogliere e di sostenere le vittime di violenza, fenomeno che si è acuito negli anni della pandemia. Negli undici centri antiviolenza della Liguria, nel 2021, i primi accessi sono stati 1.198, nell’anno precedente cioè nel 2020 sono stati 1155. A questo link tutti i dati e l'analisi completa.

Tutte le iniziative del Comune di Genova 

Sono tantissimi gli eventi che animano la settimana tra conferenze, manifestazioni e laboratori, per dare un segnale forte a tutela delle donne e coinvolgere adulti e bambini. A questo link l'elenco completo delle iniziative del Comune.

Striscione sulla facciata del palazzo della Regione

Alle ore 13 sulla facciata del palazzo di Regione Liguria verrà srotolato un grande striscione con la scritta 'Qui non c’è posto per la violenza #stopviolenceagainstwomen' in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. A questo link tutti i dettagli.

La fontana illuminata di rosso

Venerdì 25 novembre la fontana di piazza De Ferrari sarà illuminata di rosso. Inoltre a Palazzo Ducale è stata posizionata nei giorni scorsi, nell'atrio,  #LaSediaRossa di Regione Liguria. Si tratta della quinta collocata nell’area metropolitana di Genova nell’ambito della campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere ideata da Deborah Riccelli, Gabriella De Filippis e Ivano Malcotti. La sedia, dipinta dall’artista Nicola Coraci, ha come obiettivo quello di diventare un monito costante contro i maltrattamenti fisici e psicologici, stimolando a tutti una profonda riflessione. Di qui alla fine dell’anno saranno 16 le sedie, omaggiate ad associazioni, enti e Comuni, posizionate in diversi punti della città e realizzate da artisti diversi. A questo link il nostro approfondimento. 

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Le iniziative nei Municipi 

Sono oltre 40 gli appuntamenti organizzati sul territorio dai nove Municipi e dalle associazioni: Fidapa, Centro Mascherona, Centro per non subire violenza Udi, Centro antiviolenza Casa Pandora, Ordine delle professioni infermieristiche, Wall of Dolls, Oltre il silenzio onlus Associazione culturale Ceslit, Il Cesto, Centro Vespertine, Centro Cultura Ordine degli avvocati, Museo dell’Attore, Alliance Française e Teatro Tiqu. A questo link tutti i dettagli.  

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L'evento della Guardia Costiera 

Dalle ore 8 alle ore 20 di venerdì 25 novembre si potrà visitare la Sala 7 Maggio, in capitaneria di porto, per ascoltare il monologo registrato dall’attrice Deborah Riccelli che sarà trasmesso per tutta la giornata in occasione della ricorrenza. Nella sala dedicata alle vittime del crollo della Torre piloti, nei giorni scorsi, ha fatto anche tappa una sedia rossa che sarà esposta permanentemente come simbolo contro la violenza di genere.

I dati forniti dalla Polizia a Genova e provincia

La Questura di Genova partecipa all’iniziativa 'Qui non c’è posto per la violenza' promossa da Regione Liguria, Comune di Genova, Amt, centri antiviolenza e associazioni che operano sul territorio. Nel contesto dell’evento che si svolge in piazza De Ferrari, dalle ore 11 alle ore 18, dove sosterà un bus dedicato alla divulgazione di messaggi di sensibilizzazione sui temi della violenza di genere in cui verrà installato un sedile rosso che richiamerà il tema della campagna, è prevista la partecipazione di un’equipe multidisciplinare composta da operatori specializzati della Polizia al fine di fornire utili informazioni nonché agevolare un contatto diretto con le potenziali vittime per favorire l’emersione del fenomeno.

Di seguito i dati forniti dalla Polizia di maltrattamenti, atti persecutori, percosse e ammonimenti riferiti al Comune e alla Provincia di Genova nel periodo gennaio ottobre 2021 e stesso periodo 2022.

L'impegno della Polizia postale

La Polizia postale incontra gli studenti delle scuole primarie e secondarie in tutte le province italiane per aiutare bambini e ragazzi ad affrontare i temi dell'educazione digitale e della sicurezza sul web. Incontri per capire come evitare di essere autori o vittime di revenge porn, sexting e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie. 

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Stalking, i dati in Italia

La Polizia postale e delle comunicazioni, lo scorso anno ha trattato 203 casi di stalking perpetrato anche attraverso l’uso della rete, contro i 151 dell’anno 2020, con un incremento pari al 34%. Su 203 casi trattati nel 2021, che hanno portato ad indagare 76 persone, il 75% delle vittime sono state donne (137 adulte e 15 minorenni). Su 115 casi trattati al 30 settembre 2022, che hanno portato ad indagare 48 persone, il 64% delle vittime sono state donne (64 adulte e 10 minorenni).

Molestie, tutti i dati della postale

Per quanto concerne il reato di molestie perpetrato attraverso l’uso della rete lo scorso anno sono stati trattati 706 casi contro i 532 dell’anno 2020, con un incremento pari al 33%. Su 706 casi trattati el 2021, che hanno portato ad indagare 112 persone, il 65% delle vittime sono state donne (415 adulte e 44 minorenni). Su 430 casi trattati al 30 settembre 2022, che hanno portato ad indagare 40 persone di cui 3 tratte in arresto, il 66% delle vittime sono state donne (259 adulte e 25 minorenni).

Revenge porn, i casi in Italia

Il Revenge Porn lo scorso anno ha fatto registrare 265 casi contro i 126 dell’anno 2020, con un incremento pari al 110%. Su 265 casi trattati nel 2021, che hanno portato ad indagare 120 persone di cui 4 tratte in arresto, il 79% delle vittime sono state donne (185 adulte e 25 minorenni). Nei primi nove mesi di quest’anno i casi trattati sono già 137 che hanno portato ad indagare 52 persone. Il 77% delle vittime sono state donne (125 adulte e 12 minorenni).

Sextortion, le denunce 

La Sextortion pur essendo un fenomeno che vede come vittime prevalentemente gli uomini, dall’analisi dei dati dello scorso anno si è riscontrato un trend in aumento per quanto concerne le donne che sono passate da 151 casi del 2020 a 194 del 2021 con un incremento pari al 28%. Nei primi nove mesi del 2022 le vittime sono 1128 di cui 194 sono state donne.

Cos'è il revenge porn e chi sono le vittime 

In rete la violenza sulle donne non ferisce il fisico ma lede la sfera più intima della persona, offendendo e umiliando la vittima a tal punto che la vergogna può condurla al suicidio. Sono molte le donne che denunciano la diffusione non autorizzata di video e foto che le ritraggono in momenti intimi su chat, siti online, social network. Il fenomeno del revenge porn colpisce soprattutto giovani ragazze: a volte, a loro insaputa, vengono fotografate o riprese in atteggiamenti sessualmente espliciti dai partner; altre volte, cedono alle richieste dei partner e acconsentono a farsi ritrarre o a condividere immagini intime. Spesso sono gli ex che, finita la relazione, diffondono le immagini per vendicarsi.

I consigli della Polizia postale 

  • La prima difesa è sempre la prudenza. Non diffondere immagini e video personali tramite profili social e messaggi.
  • Se sei vittima di revenge porn, contatta immediatamente la Polizia postale per ricevere supporto e chiedere informazioni.
  • Per limitare la diffusione sui social di foto che ti ritraggono in atteggiamenti intimi puoi segnalare il reato al Garante per la protezione dei dati personali utilizzando il modulo www.gpdp.it/revengeporn
  • Se ricevi foto e video sessualmente espliciti che ritraggono altre persone, non diventare complice della loro diffusione, è reato.
  • Spesso un partner geloso asseconda la propria esigenza di controllo chiedendo di condividere le password degli account. Quando si è certi di non avere nulla da nascondere e ci si fida incondizionatamente della persona della quale si è innamorati, si dà seguito a queste richieste pensando che, in fondo, non ci sia nulla di male. Purtroppo, nel momento in cui si condividono le password, si consegna la totalità delle proprie informazioni, conversazioni, interazioni, nonché immagini e video ad un’altra persona che in futuro potrebbe disporne in modo illecito (ad esempio, al termine di una relazione amorosa finita male).
  • Scambiare immagini intime con il proprio partner può essere divertente e trasgressivo. Bisogna però sempre ricordare che una volta condivise, se ne perderà definitivamente il controllo: l’immagine potrà essere ricondivisa su vari gruppi di messaggistica istantanea, postata su social Network o pubblicata su siti web.
  • Se ci si accorge che su internet circolano immagini sessualmente esplicite riguardanti la propria persona, è fondamentale chiedere aiuto e denunciare. Non bisogna vergognarsi e bisogna capire che chi ha sbagliato è chi ha condiviso l’immagine
  • È necessario conservare tutto ciò che può essere utile alle Forze di Polizia per identificare l’autore del fatto: si consiglia di non cancellare le chat in cui si viene minacciati o diffamati, le immagini e i video in cui si è ritratti in atteggiamenti intimi che vengono divulgati, l’ID del profilo con cui viene commesso il fatto e l’Url dei siti su cui i file multimediali vengono pubblicati.
  • Ogni storia è diversa dalle altre. Spesso su internet non si trovano tutte le risposte di cui si ha bisogno. Se si ha necessità di confrontarsi sulla situazione che si sta vivendo o richiedere maggiori informazioni, è possibile scrivere alla Polizia Postale sul sito www.commissariatodips.it o, in alternativa, recarsi personalmente presso qualunque ufficio di polizia per ricevere aiuto. Se si è in pericolo, contattare il numero unico di emergenza 112.

I Carabinieri contro la violenza sulle donne 

L'Arma dei Carabinieri ha organizzato una campagna di sensibilizzazione articolata su diverse iniziative che hanno tutte un solo filo conduttore: dire
'No!' e 'Mettere un punto' a qualsiasi forma di comportamento violento - sia fisico che psicologico - contro le donne. Tante iniziative per ricordare di rivolgersi alle forze dell'ordine quando si subiscono maltrattamenti o vessazioni di qualsiasi tipo. Tante caserme si illuminano di arancione per aderire alla campagna internazionale 'Orange the World'. Nonostante la crisi energetica, l’Arma non ha voluto rinunciare a questo forte segnale simbolico e lo ha fatto senza aumentare i consumi energetici con nuove illuminazioni, ma semplicemente usando quelle già attive. Altre iniziative in Italia hanno coinvolto le stazioni ferroviarie e le scuole. Realizzato anche un podcast in collaborazione con Radio Rai, in onda su Rai play sound e sul sito www.carabinieri.it, sito in cui è anche disponibile un'area tematica sul 'codice rosso' con le informazioni utili su: atti persecutori, bullismo, cyberbullismo, maltrattamenti, revenge porn, violenza sessuale.

Arresti e denunce, i dati dell'Arma

Nel 2021, da gennaio a ottobre, i delitti perseguiti dai Carabinieri con riferimento agli atti persecutori sono 16.549 (1.393 persone arrestate) e con riguardo ai primi dieci mesi del 2022, i reparti  hanno perseguito 13.744 atti persecutori (1.452 gli arresti).

Per quanto attiene ai maltrattamenti in famiglia, nel 2021, da gennaio a ottobre, i delitti perseguiti sono 20.637, arrestate 2.662 persone. Con riferimento al periodo gennaio-ottobre dell’anno in corso, i reparti hanno perseguito 18.833 maltrattamenti in famiglia, 2.852 gli arrestati.

Nel 2021, da gennaio a ottobre, per reati di violenza sessuale, l’attività istituzionale condotta ha consentito di trarre in arresto 876 persone, mentre nei primi dieci mesi del 2022, gli arresti sono stati 909.

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