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Violentata da padre e patrigno, convalidato l'arresto della madre

L'incubo per Maria (nome di fantasia) è cominciato quando aveva appena 12 anni. La ventenne alla fine, grazie al supporto di un'insegnante, ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri

È stato convalidato l'arresto della mamma della ragazza, che ha denunciato abusi da parte del patrigno quando era minorenne e poi a opera del padre una volta compiuta la maggiore età. La donna avrebbe risposto alle domande dei giudici e in parte confermato le accuse. Nelle prossime ore verranno ascoltati anche i due uomini: il padre naturale ha respinto le accuse, dicendo di avere sempre aiutato la ragazza.

L'incubo per Maria (nome di fantasia) è cominciato quando aveva appena 12 anni. La ventenne alla fine, grazie al supporto di un'insegnante, ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri. 

I fatti risalgono a fine aprile, quando la giovane si è rivolta a un'insegnante e, sotto choc, le ha riferito di essere stata vittima di una violenza sessuale da parte del padre naturale, un genovese residente a Lavagna da cui si era trasferita da poco più di un anno.

La donna ha accompagnata Maria in ospedale per una visita che ha confermato le violenze, e poi dai carabinieri per fare denuncia: un racconto che, via via che si dipanava, ha portato alla luce molestie radicate nel passato, opera della madre della giovane e del patrigno e durate per diversi anni, andate in scena nell'appartamento dello Spezzino in cui vivevano.

Violenze e abusi supportati anche da filmati e foto, un incubo che è durato per 5 anni, sino a quando la ragazza, dopo esseri confidata con alcuni amici, ha deciso di trasferirsi dal padre e dalla nuova compagna per sfuggire ai suoi aguzzini. La convivenza con il padre e la matrigna è andata avanti tra alti e bassi per circa un anno, sino a quando l'uomo non ha iniziato a manifestare eccessive attenzioni verso la figlia, che non vedeva da quando aveva 4 anni. Prima le avance, sempre più spinte, poi la violenza vera e propria.

I carabinieri hanno raccolto la testimonianza di Maria e avviato l'indagine, coordinata dal pubblico ministero Gabriella Dotto. Il gip alla fine ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per la madre, il padre e il patrigno della ragazza, mentre per la matrigna è scattato il divieto di avvicinamento. Maria è stata affidata alle cure del personale di una struttura protetta, dove riceverà anche supporto psicologico per cercare di mettersi il passato alle spalle e ricominciare a vivere.

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