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Rapina con bazooka e kalašnikov, arrestato a Lavagna

Nella serata di martedì 12 marzo 2013, i carabinieri hanno arrestato a Lavagna Vincenzo Mastrantuono, nato a Torino nel 1955. L'uomo deve scontare la pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione per rapina a portavalori per 7 miliardi di lire

Genova - Nella serata di martedì 12 marzo 2013, i carabinieri hanno arrestato a Lavagna Vincenzo Mastrantuono, nato a Torino nel 1955, residente a Chiavari, di fatto irreperibile da tempo, colpito da ordine di carcerazione della procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Genova, dovendo espiare la pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione per rapina a mano armata in concorso e ricettazione.

Da diversi giorni gli investigatori dell’Arma hanno concentrato le forze nel Tigullio, dove il latitante poteva contare su varie amicizie e nascondigli. Sono stati quindi selezionati gli obiettivi e svolti servizi di pedinamento, uno dei quali ha dato il risultato sperato.

Un’amica dell’uomo infatti è stata notata dirigersi più volte da Chiavari a Cavi di Lavagna nelle vicinanze di via Puppo, parcheggiando la propria auto lontano dalla casa dove si nascondeva il latitante, che raggiungeva a piedi, non prima di avere adottato tutte le cautele del caso, con lo scopo di far perdere le tracce agli eventuali inseguitori. Per questo motivo l’attenzione si è concentrata sugli stabili di quella strada i cui appartamenti sono per lo più disabitati nel periodo invernale, essendo prevalentemente case di villeggiatura.

Nella mattinata di ieri i carabinieri hanno notato la tapparella di un’abitazione leggermente alzata e dietro la sagoma di una persona che dava l’impressione di scrutare la piazza da posizione defilata. È apparso così evidente che all’interno dell’appartamento vi fosse qualcuno.

Nel corso del servizio, per avere un’ulteriore conferma della eventuale presenza del ricercato all’interno dell’appartamento, sono stati controllati gli intestatari dei veicoli presenti nei parcheggi adiacenti ai condomini, constatando che un motociclo Honda risultava intestato proprio a Mastrantuono.

A questo punto i militari hanno deciso di irrompere nell’appartamento e così, dopo aver circondato lo stabile, sono entrati nell’abitazione e hanno individuato Mastrantuono sul balcone, dove con tutta probabilità, aveva pensato di poter scappare, rinunciandovi poi sia perché vi erano carabinieri appostati nel giardino, che a causa dell’altezza elevata. All’interno della casa vi era anche un altro uomo (M.L. nato a Torino nel 1966), titolare dei contratti di locazione e utenze, arrestato con l’accusa di favoreggiamento personale.

Vincenzo Mastrantuono era ricercato a seguito della condanna per la rapina commessa in danno di un portavalori il 17 agosto 1998, quando un gruppo ben organizzato di banditi assalì un furgone blindato utilizzando un bazooka e fucili kalašnikov, sottraendo la somma di circa 7 miliardi di lire. Il condannato è difeso dagli avv. Claudio Zadra e Paolo Frank, del Foro di Genova.

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