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Quarto, il degrado di villa Aloi: il municipio ignora i cittadini

Il degrado di villa Aloi continua a tenere banco. I cittadini richiedevano interventi e proponevano soluzioni, ma sono stati ignorati in Municipio. Sdegno anche da parte dei consiglieri

Genova - In tempi di crisi il degrado dei parchi genovesi rischia di diventare un fardello sempre più grande per i cittadini.

Un esempio emblematico è rappresentato da villa Aloi a Quarto, un caso che sta diventando sempre di più una "questione politica".

«L'Italia versa in un momento di profonda crisi istituzionale, la sfiducia dei cittadini verso i loro amministratori e verso i politici ha raggiunto picchi elevatissimi. I municipi dovrebbero essere l'organo più vicino alla gente, l'istituzione in grado di accogliere e ascoltare tutte le istanze della popolazione. Spesso però, il colore e gli ideali politici superano e prevaricano quelle che sono le problematiche e le criticità che si presentano sul territorio» dichiara il capogruppo Udc Federico Bogliolo, in seguito alla presentazione di un’interrogazione sulle criticità della villa e al comportamento assunto dal Presidente del Municipio, che a giudizio di Bogliolo si è dimostrato poco disponibile.

Il fatto risale allo scorso 7 dicembre quando in consiglio di Municipio IX Levante: «Nella trattazione – spiega Bogliolo - del punto all'ordine del giorno in merito alle incurie di un parco pubblico  “Villa Aloi" nei pressi di Genova Quarto, i  residenti – rende noto Bogliolo - hanno chiesto la parola, consentita loro dal regolamento sul decentramento municipale, al fine di rimarcare la loro testimonianza e proporre eventuali soluzione. Il presidente Nerio Farinelli, dopo aver ripetutamente scrutato l'orologio, ha risposto «è tardi , non avete diritto di parola».

Una signora presente tra il pubblico ha così commentato la vicenda: «Il presidente non risponde mai al cellulare e la porta del suo ufficio rimane chiusa 3 giorni su 5 alla settimana , la nostra unica possibilità di chiedere aiuto e poterci confrontare con la giunta è quella di recarci in consiglio e parlare direttamente ai consiglieri».

Anche il consigliere del Pdl Di Maria si è detto estremamente deluso e profondamente amareggiato dell'accaduto: «Ho trovato davvero poco educato e corretto il metodo con il quale il presidente ha "liquidato i cittadini presenti", la politica dovrebbe essere fatta di ascolto e accoglimento delle voci e delle problematiche che si presentano sul territorio».

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