Protesta e presidio dei Vigili del fuoco: «Abbandonati dalle istituzioni»

Dopo la revoca dello sciopero dello scorso 25 agosto, decisa dopo il tragico terremoto che ha colpito il Centro Italia, i pompieri tornano a protestare, con un presidio silenzioso, contro i tagli da parte del governo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

«Pompieri e cittadini genovesi
ancora una volta il nostro paese viene colpito da una tragedia.
Un terremoto, l'ennesimo, in una zona ad alto rischio, dove la estrema fragilità di un sistema di previsione e protezione ha ancora una volta mostrato il suo volto.
I Vigili del Fuoco sono l'espressione di un apparato statale che rimane ancora in piedi grazie alla buona volontà della base che opera con cuore, testa, mani e braccia.
Abbandonati dalle istituzioni, con una dirigenza obbligata a condurre un percorso dove le finalità hanno solo un obiettivo: risparmio.
Risulta chiaro che il progetto della politica che dagli anni "80" ha continuato a indebolire il pubblico impiego per portarlo al punto zero, quello confusionale, ha un suo perchè.....la privatizzazione dello Stato.
Noi, vecchi di cultura, crediamo ancora in quei valori di solidarietà che hanno portato negli anni solo rispetto quando la nostra "vecchia" divisa appariva agli occhi della sofferenza.
Abbiamo revocato lo sciopero il 25 Agosto in segno di rispetto verso la sofferenza del paese, ad oggi la nostra amministrazione non ha annullato l'incontro del 30 Agosto e noi ci presenteremo.
Non vogliamo manifestare con fischietti e microfoni il 30 Agosto, giorno del confronto di raffreddamento tra lavoratori e amministrazione locale, faremo un presidio in silenzio, a forma di braccia aperte, come per dimostrare che noi ci siamo e ci saremo sempre.
Il 30 Agosto saremo noi che chiederemo aiuto a voi cittadini perchè l'unità ha sempre vinto, per dirvi che siamo arrivati a un punto di "non ritorno".
Rigettiamo al mittente la linea di un Comando Genovese che ha dimostrato tanto comando e poca condivisione, ha dimostrato cecità nell'affrontare i problemi del soccorso, ha dimostrato una attenzione tale al risparmio che pur di non richiamare personale in straordinario ha messo a rischio l'incolumità dei lavoratori e dei cittadini.
Il paese ha bisogno di una riforma vera della Protezione Civile con i Vigili del Fuoco, per poter lavorare in sinergia e non in un dualismo assurdo di due apparati figli della stessa madre.
Non chiediamo nulla di astratto, chiediamo alla politica sopravvivenza economica per le nostre famiglie e la possibilità di lavorare dignitosamente».

USB VVF
Il Coordinamento di Genova

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