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Omicidio di Pontedecimo, indagato il vigile: secondo l'accusa ha visto ma non è intervenuto

L'avvocato della famiglia della vittima vuole chiedere i danni al Comune di Genova per «l'omesso intervento del vigile urbano che era presente»

Non è intervenuto (se non all'inizio della discussione, come si vede nel video), nè ha chiamato rinforzi o i soccorsi medici per fronteggiare la situazione, neppure quando è spuntato il coltello che ha dato il via all'escalation di violenza. Per questo - poche ore fa - il nome del vigile che era presente durante la lite sfociata in tragedia a Pontedecimo è stato iscritto sul registro degli indagati.

Anche per questo motivo, la famiglia della vittima ha deciso, tramite il suo avvocato, di chiedere i danni al Comune di Genova.

Emergono altri particolari: secondo le indagini, sarebbero stati i Bruzzese (la famiglia dell'assassino) a chiamare quel determinato vigile poiché definito "amico di famiglia". Lui si difende davanti alle forze dell'ordine, dice che è successo tutto così velocemente che non non ha avuto il tempo di capire, insomma non avrebbe potuto fare nulla davanti alla furia omicida.

Ma i video delle telecamere di sorveglianza mostrano un'altra scena: Roberto Bruzzese - dopo aver colpito a morte Francesco Larosa - ha avuto anche il tempo di togliersi la camicia sporca di sangue, di consegnarla alla moglie, e di fuggire. Il vigile era in divisa e armato: se avesse agito - magari sparando un colpo in aria - avrebbe potuto evitare la tragedia? Questa è la domanda a cui adesso la magistratura dovrà cercare di rispondere.

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