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Provini porno per lavorare in un call center, condannato a 13 anni

Andrea Spina, imprenditore di Oregina, è stato condannato a 13 anni di carcere per violenza sessuale e induzione e sfruttamento della prostituzione. I provini si tenevano a Lagaccio, Quinto e Brignole

Genova - «Cerco ragazza di buon aspetto, per lavoro in chat come moderatrice, segretaria anche per la sponsorizzazione del sito, molto seria, con una forte esigenza di far carriera. Offro vitto, alloggio, 500 euro al mese». A prima vista sembra un messaggio innocuo, un messaggio come un altro, un messaggio che sicuramente avrà dato speranza alle migliaia di donne genovesi alla disperata ricerca di lavoro. E invece, dietro a tutto questo, si nascondeva l’impero di Andrea Spina, 41 anni, imprenditore di Oregina, nonché titolare del dominio sexystreet69.org, un sito porno che diffondeva video hard amatoriali. E chi erano le protagoniste di questi filmati? Esatto, proprio loro, ovvero le ragazze di buon aspetto che Spina cercava con innocui annunci di lavoro.

L’uomo dava appuntamento alle donne per strada, di solito alla fermata di un bus, poi, valutata la disponibilità portava le donne in uno dei suoi tre studi, tutti rigorosamente attrezzati di webcam. I suoi studi erano a Lagaccio, in salita della Capra 3, a Quinto, in un condominio di corso Europa, e a Brignole, in un monolocale poco distanza dalla stazione. In questi tre appartamenti nel corso della perquisizione sono stati trovati materiali e filmati dal contenuto hard.

Le donne venivano fatte spogliare, riprese e costrette a rapporti sessuali perché sempre ricattate. Ma il giochino, per Spina, è finito quando una carabiniere del nucleo di Nervi si è finta interessata all’annuncio e ha potuto così incastrare l’uomo. Colpevole di violenza sessuale, in alcuni casi anche di gruppo, induzione e sfruttamento della prostituzione e tentata estorsione, Andrea Spina è stato condannato a tredici anni di carcere, una pena esemplare, senza precedenti.

Condannato l’ideatore di questa trappola, restano le donne segnate dall’accaduto. Almeno quaranta, ventotto delle quali vittime del provino di Spina. Tramite le loro testimonianze è stato possibile incastrare l’impostore, alcune però hanno preferito non sporgere denuncia per la “vergogna”, forse la faccia più triste di questa vicenda.

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