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VIDEO | Viadotto Bisagno, Alfredo Cullaciati (Pavimental) si scusa: «Ora il cantiere è in sicurezza». Le reazioni

«In primo luogo voglio fare le nostre scuse a tutti i residenti per quello che è capitato. Voglio comunque confermare che abbiamo provveduto a mettere in sicurezza il cantiere»: così il direttore generale di Pavimental

 

Nel merito della vicenda delle lamiere cadute martedì 16 marzo dal viadotto Bisagno, Alfredo Cullaciati, direttore generale di Pavimental, comunica le sue scuse ai cittadini in prima persona direttamente con un video diffuso ai media.

«In primo luogo voglio fare le nostre scuse a tutti i residenti per quello che è capitato - racconta -. Voglio comunque confermare che abbiamo provveduto a mettere in sicurezza il cantiere, abbiamo verificato uno per uno i pannelli affinché tutto sia in sicurezza. Siamo arrivati sul cantiere stamattina, abbiamo verificato che l'impresa Sadis, specializzata nella realizzazione di ponteggi, aveva organizzato l'opera, e abbiamo provveduto immediatamente ad allontanarla dal cantiere e a risolvere il contratto».

Toti: «Episodio grave e preoccupante»

Nel frattempo non mancano le reazioni delle istituzioni: «Quello che si è verificato è un episodio grave e preoccupante - dice il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti -. La sicurezza delle persone viene prima di tutto. Il governo e in particolare ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche per rispettare impegni presi da precedente ministro de Micheli con gli abitanti della zona si attivi al più presto in quanto concedente della società Autostrade, titolare dell'infrastruttura e responsabile della sua sicurezza, per attivare tutti gli strumenti in suo potere per garantire l’incolumità degli abitanti. E gli esponenti liguri dei partiti rappresentati oggi nel governo di unità nazionale agiscano sui propri rappresentanti affinché finalmente la Liguria possa avere autostrade sicure e percorribili».

L’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone ha ricordato che a seguito dell’episodio «l’interlocuzione con la Asl, in particolare con gli uffici Prevenzione e sicurezza sul lavoro intervenuti sul posto, ha comportato una richiesta di smontaggio, che è già avvenuto, della parte di cantiere da cui è avvenuto il distacco. Ha avuto invece esito positivo la valutazione in merito all’adozione di alcuni accorgimenti che, relativi all’integrità del cantiere, erano già stati chiesti a gennaio in occasione di un precedente sopralluogo. Nei prossimi giorni seguiranno ulteriori sopralluoghi da parte degli uffici preposti affinché anche quella porzione del cantiere venga definitivamente messa in sicurezza».

La riunione con i comitati per gli indennizzi

Mercoledì è in programma una riunione per fare il punto sugli indennizzi, con l’audizione di tutti i comitati della zona: «Siamo consapevoli che i residenti chiedono di essere ricollocati altrove: credo – conclude Giampedrone - che questo sia un tema centrale su cui il governo e il Mit devono porre l’attenzione per ampliare i margini di intervento del Pris e consentire con una norma ad hoc di utilizzarlo come avvenuto, in virtù del decreto Genova, dopo il crollo di Ponte Morandi».

«La preoccupazione dei residenti per la propria sicurezza è legittima e posso assicurare che, pur nella consapevolezza dei propri ruoli e responsabilità, l’attenzione da parte dell’Amministrazione comunale è massima» fa eco l'assessore alla Salute del Comune di Genova, Massimo Nicolò.

Le reazioni della politica: «Ora bisogna mettere in sicurezza i cittadini»

Per il consigliere regionale Alessio Piana (Lega), «gli abitanti della zona non possono continuare a vivere con questo pericolo sulle loro teste e la sicurezza delle famiglie viene prima di tutto. Pertanto, occorre che la questione venga affrontata con la massima urgenza: è necessario che i vertici di Autostrade si attivino per mettere in assoluta sicurezza il cantiere, oltre a rendersi disponibili al tavolo del Programma regionale di intervento strategico (Pris) e nelle sedi opportune in modo tale da mettere a disposizione degli alloggi alternativi o trovare altre idonee soluzioni secondo quanto indicato dai residenti».

Il gruppo consiliare Pd Genova tramite il consigliere Alberto Pandolfo spiega: «Credo che sia strettamente necessario un intervento immediato da parte delle istituzioni per mettere in sicurezza questi cittadini, prevedendo anche un trasferimento, perlomeno temporaneo, dalle loro abitazioni ed è quello che ho chiesto oggi in consiglio comunale a nome del gruppo del Pd con una mozione d'ordine per ricevere una informativa urgente da parte della giunta su quanto accaduto».

«I cittadini chiedono a Bucci di fare un sopralluogo immediatamente. Condividiamo la loro richiesta - dice il consigliere regionale Ferruccio Sansa -. Noi ci siamo, siamo al fianco dei cittadini e vogliamo rispondere alle loro legittime richieste. Eravamo venuti a fare un sopralluogo proprio dieci giorni fa e avevamo incontrati i residenti. "Abbiamo paura", ci avevano detto, "le impalcature sono instabili". Avevano ragione. Provate a immaginare cosa vuole dire vivere sotto un ponte in queste condizioni; un ponte da cui cade ogni giorno qualcosa: dai bulloni, alle impalcature».

«È molto grave che ancora gli abitanti dell'area intorno al cantiere del viadotto Bisagno non siano stati trasferiti in abitazioni sicure: vanno spostati subito, faccio appello al sindaco di Genova e alle autorità di governo, che ho già coinvolto attraverso il ministro Giovannini, affinché avvenga al più presto» dice il parlamentare di Leu Luca Pastorino.

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