Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Stop ai tir sul viadotto Valle Ragone, l'ispettore del Ministero: «Aspi sapeva già a ottobre 2020»

Placido Migliorino, nella sua relazione alla commissione Trasporti della Camera, fa il punto sullo stop ai mezzi pesanti imposto sulla A12

Autostrade per l’Italia «sapeva dall’ottobre del 2020» delle condizioni in cui versava il viadotto Valle Ragone, sulla A12 (chiuso per diversi giorni ai mezzi pesanti dopo una verifica degli ispettori del Mims), eppure «ha omesso di attuare qualsiasi intervento e attività».

A dirlo è l’ispettore del Mit (oggi Mims) che ormai da mesi segue l’inchiesta viadotti e gallerie in Liguria, nella relazione presentata in commissione Trasporti alla Camera.

Migliorino ha sottolineato nel documento che «seppure Aspi fosse in possesso dal 1 ottobre 2020 di una relazione che denunciava il mancato raggiungimento di standard di sicurezza sul viadotto di Valle Ragone in A12, aveva omesso di attuare qualsiasi intervento e attività. Il ministero ha scoperto le anomalie ed è intervenuto per tutelare la pubblica incolumità». E poi spiega che sul viadotto Valle Ragone «abbiamo trovato 2 criticità abbastanza evidenti: l’ammaloramento delle pile e degli apparecchi per gli appoggi degli impalcati».

«Devono essere verticali, invece sono risultati inclinati di circa 7 centimetri - ha proseguito Migliorino - La criticità della situazione dipende dalla frenatura dei mezzi pesanti. Le valutazioni vengono fatte in base a calcoli sulle frenature e sui carichi e le norme indicano di calcolare carichi moderni vista l''evoluzione dei mezzi circolanti. In questo caso il coefficiente di sicurezza era pari a 0,67% per gli appoggi rispetto al limite minimo di 1 (sopra sono sicure, sotto no). Le pile hanno un coefficiente dello 0,5., per cui la resistenza è la metà rispetto alle frenature».

Per l’ispettore, Aspi avrebbe dovuto «imporre subito la mitigazione del rischio come ho fatto io fermando il transito dei tir. Appena abbiamo avuto i documenti e scoperto che non erano stati rispettati gli standard siamo intervenuti. È stato fatto un intervento urgente per fare in modo che l'azione delle frenature non si scaricasse sulle pile collegando i diversi impalcati tra loro in modo che l'azione orizzontale si scaricasse sulle spalle e non sulle pile. Il collegamento è provvisorio e dovrà essere seguito subito da un intervento definitivo».

Migliorino ha quindi spiegato come mai lo stop è arrivato soltanto a maggio: «Il mio ufficio entra in possesso dei documenti delle verifiche che il concessionario è obbligato a fare ogni tre mesi nel momento in cui andiamo a fare la nostra ispezione - ha detto - Se avessi conosciuto il documento di ottobre sarei intervenuto subito, non lo avrei certo tenuto in un cassetto».

Autostrade per l’Italia lo scorso 11 maggio aveva assicurato la stabilità del viadotto Valle Ragone, sottolineando che «le verifiche tecniche condotte sul viadotto, in linea con le linee guida del Consiglio Superiore dei lavori pubblici emanate ad aprile 2020, esaminate in occasione del sopralluogo, hanno confermato la piena stabilità dell’infrastruttura – già registrata dai controlli effettuati da società esterne specializzate di ingegneria - mentre è stata condivisa una carenza intrinseca del Valle Ragone rispetto ad alcune azioni previste dalla normativa attuale per la progettazione dei ponti di nuova costruzione che sono molto amplificate rispetto alle norme precedenti».

Problemi “burocratici” legati all’adeguamento di standard più elevati, parrebbe dire Autostrade, anche se per Migliorino ci sarebbero invece problemi di natura strutturale legati alle pile e agli appoggi, quantomeno per i mezzi pesanti. Che da domenica sono comunque tornati a percorrere il viadotto in entrambe le direzioni.

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