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Via Ventotene: Comune e Regione (quasi) pronti a intervenire

Svolta nel caso di via Ventotene, la via del quartiere del Lagaccio, franata lo scorso 1 aprile. Nonostante si tratti di una via privata Comune e Regione sono pronti a finanziare i lavori, per poi avvalersi sui responsabili del disastro

Genova - Svolta nel caso di via Ventotene. Dopo che i residenti si erano ormai rassegnati a pagare di tasca propria i lavori per la messa in sicurezza della via (privata) del Lagaccio in seguito alla frana del primo Aprile, un nuovo documento del 118 potrebbe far rivedere tutto.

Lo scorso 23 aprile la relazione di 118 e vigili del fuoco recitava che "a seguito della frana non sussistevano in via Ventotene i rischi immminenti per l'incolumità dei cittadini". "Formula magica" che di fatto scagionava Comune e Regione all'intervento (leggesi finanziamento) per la messa in sicurezza della zona.

Ma evidentemente le battaglie legali di avvocati e cittadini sono riuscite nel proprio intento di far rivedere la questione e nel giro di qualche giorno, stando a quanto affermato dai Consiglieri Comunali, potrebbe arrivare una nuova relazione del 118 che qualora evidenziasse un rischio imminente per l'incolumità dei cittadini di fatto autorizzerebbe il Comune all'intervento/finanziamento. E' bene sottolineare infatti che, trattandosi di strada privata, intestata alla famiglia Cerusa, i cui discendenti sono residenti nel Principato di Monaco, Comune e Regione non avrebbero potuto utilizzare un finanziamento pubblico, pena un indagine della Corte dei Conti.

E così, una volta arrivata la nuova relazione su via Ventotene, il Comune è pronto (così dice) a finanziare l'opera con 250 mila euro, cifra che potrebbe aumentare notevolmente con le risorse della Regione. Il primo passo sarebbe quello di mettere a disposizione del quartiere la Caserma Gavoglio, punto cruciale dei lavori. In secondo luogo ricostruire il muraglione, che appartiene al Demanio. Una volta fatto ciò Comune e Regione potrebbero rifarsi sui proprietari, la famiglia Cerusa, veri responsabili del danno.

Un iter burocratico insomma che potrebbe sbllocarsi a giorni e che rappresenterebbe una vera e propria boccata di ossigeno per chi da più di due mesi vive una situazione di disagio.

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