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Manifestazione in difesa dei venditori ambulanti, un tema che divide

Manifestazione nel centro di Genova in difesa dei venditori ambulanti a seguito delle ultime retate al Porto Antico. Ma sul tema la città è spaccata in due

Martedì 9 luglio una manifestazione organizzata dall'associazione antirazzista "3 febbraio" a Genova ha messo l'accento su un problema che affligge Genova e che, soprattutto, tende a dividere i genovesi: i venditori ambulanti.

Il corteo, partito alle 16 da Caricamento in direzione Prefettura, vuole difendere proprio i diritti dei venditori ambulanti, recentemente al centro di numerose retate al Porto Antico. Una difesa sulla quale però buona parte di Genova non sembra essere troppo d'accordo. Chiedere per esempio ai commercianti, che oltre alla crisi, si trovano ogni giorno ad affrontare la concorrenza dei mercatini degli ambulanti.

A tal proposito, in difesa degli ambulanti, si è schierato, in maniera forte Il Corriere Immigrazione, aprendo il proprio mensile proprio con un articolo su una Genova multiculturale che, secondo la testata in questione «non sa di esserla».

Le accuse per la città sono alquanto pesanti. Secondo il Corriere Immigrazione quelli stessi ambulanti, «vittime di retate, spesso violente da parte delle forze dell'ordine» sono quegli stessi «angeli neri del fango che solo qualche anno fa la città esaltava per il valore dimostrato nell'aiutare Genova dopo l'alluvione». Un'attività illegale quella della vendita di merce contraffatta, come ammette la stessa testata, ma «alcune associazioni antirazziste mettono in discussione proprio l’enorme dispendio di denaro pubblico e la gestione militaresca del fenomeno del commercio abusivo che il Comune di Genova (insieme ad altri Enti territoriali prima di lui) continua a patrocinare, anzi ponendo la repressione degli illeciti che gravitano attorno alla vendita ambulante di prodotti (talvolta contraffatti) come asse portante della tutela e locale della legalità. Si chiede coerenza nella gestione degli spazi da destinare ai venditori ambulanti (spesso muniti di regolare licenza) e invece ci si ritrova con una assidua turnazione delle forze dell’ordine a presidio della zona che va da piazza Raibetta al Museo del Mare».

Insomma un problema che divide Genova e che soprattutto da anni non riesce a trovarne una soluzione, diviso tra chi spinge per una maggiore fiscalità e rigidità nei controlli e chi, al contrario, sarebbe per un "vivi e lascia vivere" verso chi annunciano le organizzazioni antirazziste «cerca di guadagnarsi il "pane" con un lavoro illegale sì, ma "onesto"». Questo è quello che hanno chiesto i manifestanti oggi a Genova: "fine delle azioni repressive e uno spazio libero per i venditori ambulanti. E poi una sanatoria senza ricatti e il permesso di soggiorno per tutti". Argomenti caldi, caldissimi, su cui Genova difficilmente riuscirà a trovare una soluzione condivisa da tutti.

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