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Indossa la t-shirt della banda rivale, biker disabile aggredito dal 'castigatore'

Vittima un 42enne di Cuneo, disabile e appassionato di Harley Davidson, che durante una gita in Liguria ha incrociato la strada di tre Bandidos, furiosi nel vederlo indossare una maglietta degli Hells Angels

Aggredito e picchiato in un autogrill dell'A10, nei pressi di Cogoleto, per avere osato indossare, anche se da semplice "simpatizzante", i fregi degli Hells Angels: è successo a un 42enne originario di Cuneo, disabile da quando, un paio di anni fa, è rimasto coinvolto in un incidente stradale, che ha visto la sua passione per il mondo dei biker trasformarsi in un incubo.

I fatti risalgono allo scorso 24 luglio: finita la giornata lavorativa, l’uomo aveva deciso di concedersi una gita in Liguria insieme con la moglie, ed entrambi erano montati in sella alla Harley Davidson a tre ruote modificata appositamente per consentirgli di sfrecciare sulle strade, su cui avevano caricato anche la sedia a rotelle.

Da sempre appassionato di moto, il 42enne qualche settimana prima aveva partecipato a un raduno degli Hells Angels acquistando una maglietta ricordo con il loro logo.  Esperto del codice dei biker, aveva anche chiesto di poterla indossare, consapevole delle regole ferree cui i membri del club si attengono, e aveva ottenuto il permesso: l’eventuale infrazione avrebbe infatti riguardato il giubbotto di pelle, divisa ufficiale del club di biker fondato nel 1948 da alcuni reduci della Seconda Guerra Mondiale, indossabile soltanto dai membri ufficiali.

Una t-shirt che il 42enne aveva deciso di indossare per la gita in Liguria, e che ha attirato l’attenzione di tre Bandidos, gruppo di biker rivale degli Hells Angels, arrivati nell’area di servizio di Varazze Sud, lungo la A10, pochi minuti dopo che la coppia si era fermata per fare rifornimento. Nel vedere la maglietta, uno dei tre si era avvicinato al 42enne, ancora in sella, e gli aveva sferrato un violento pugno in faccia, senza curarsi delle urla della moglie, indignata nel vederlo accanirsi contro una persona disabile: La prossima volta è meglio che non indossi quella maglia”, avrebbe detto l’uomo allontanandosi con i compagni.

Il 42enne era stato accompagnato in ospedale e dimesso con 5 giorni di prognosi, mentre sul posto erano subito arrivati gli agenti della Stradale di Genova, che avevano raccolto le testimonianze dei presenti e sequestrato le immagini delle telecamere di sorveglianza. Analizzando la targa erano quindi riusciti a risalire all’identità dell’aggressore, un 40enne toscano che quel giorno tornava dal raduno spagnolo dei Bandidos e che nel suo gruppo rivestiva la carica di “sargento de armas”, e cioè di “castigatore”, una figura che si occupa di mantenere l'ordine e la disciplina nei vari club.

Rintracciato nei giorni scorsi, l’uomo ha negato ogni responsabilità, ma i filmati l’hanno smentito: per lui è scattata una denuncia per lesioni aggravate, oltre alla consapevolezza di essersi accanito contro una persona disabile, la cui unica colpa è quella di avere una passione per le moto.

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