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Valle Stura, lotta contro il (mal)tempo. Pendolari contro Trenitalia: «Bus inadeguati»

A Rossiglione e Campo Ligure si lavora per cercare di mettere in sicurezza il territorio, in particolare le frane, in vista del nuovo peggioramento meteo. La viabilità resta al momento il punto più critico

Liguria col fiato sospeso in questo mercoledì in vista del nuovo bollettino metereologico con cui Arpal deciderà se diramare o meno una nuova allerta meteo sulla base del peggioramento previsto per i prossimi giorni. E in attesa di scoprire se e come la pioggia tornerà a bersagliare la regione, nelle zone in cui il maltempo ha picchiato più duro, e cioè in valle Stura e valle Orba, si continua a lavorare per cercare di mettere in sicurezza le situazioni più a rischio, in particolare le frane, e arrivare quanto più possibile preparati al peggioramento.

A oggi sono una sessantina le persone evacuate in valle Stura, la maggior parte a Rossiglione. Si tratta dei residenti dei condomini su cui si è abbattuta la frana di via Airenta, sfollati già nel pomeriggio di lunedì e per cui la Regione ha già chiesto il contribuito per l’autonoma sistemazione. Altri sfollati, 16, sono registrati nel Comune di Campo Ligure, anche in questo caso per frane, cui si aggiungono una trentina di persone che sono potute rimanere nelle loro case ma che, a causa delle frane, sono rimaste isolate dal punto di vista della viabilità.

VIDEO | Alluvione in Valle Stura, a Rossiglione si contano i danni

A Rossiglione la situazione più critica. Mercoledì mattina dalle 9 una squadra di vigili del fuoco ha accompagnato gli sfollati all’interno degli appartamenti di via Airenta per recuperare gli oggetti personali rimasti all’interno. Nella giornata di martedì erano stati già recuperati gli animali domestici - gatti in particolare - e le medicine, e oggi le operazioni proseguono con il coordinamento della Protezione Civile regionale e del Comune. Tutti gli sfollati hanno già trovato rifugio da parenti e amici, e la criticità principale a oggi resta la viabilità. 

La vallata, infatti, è in gran parte isolata: 13 le frane che si contano sul territorio comunale, provinciale e statale, la linea ferroviaria resta interrotta tra Genova e Ovada e sono stati attivati bus sostitutivi che non sono però in grado di andare incontro alle esigenze del territorio. La sindaca Katia Piccardo, insieme con il governatore ligure Giovanni Toti, ha già avanzato una serie di richieste alla Protezione Civile (Angelo Borrelli si è già detto disposto ad accettare la richiesta di Stato di Emergenza), tra cui l’intervento dell’Esercito sulle briglie del torrente Berlino, nuovamente ostruito e attualmente ancora pericoloso.

I carabinieri hanno già istituito un servizio di anti sciacallaggio nei palazzi evacuati, e la Croce Rossa ha predisposto un servizio di supporto psicologico per la popolazione duramente colpita e sotto choc, che ha però reagito con forza alla tragedia. La Croce Rossa sta svolgendo attività di supporto alla popolazione anche a Masone (dove è stato aperto il Centro Operativo Misto) e a Campo Ligure, dove è stata allestita una mensa nella sede della CRI dove saranno distribuiti pasti per circa 100 persone, compresi i soccorritori al lavoro.

Treni, la denuncia dei pendoli: «Servizio sostitutivo bus insufficiente»

Come detto, il problema principale riguarda la viabilità. Le corriere Atp stanno riuscendo a svolgere regolare servizio, ma i pendolari delle ferrovie - dai lavoratori agli studenti - si ritrovano costretti a “incastrare” i vari mezzi di trasporto per riuscire a raggiungere scuole e luoghi di lavoro.

«Attualmente la Valle Stura viene servita tramite un sistema di bus sostitutivi che, tuttavia, non risulta totalmente compatibile agli orari standard dei treni, sia per motivi di mancanza di mezzi a sufficienza sia per le situazioni di criticità ancora da risolvere lungo la SS 456 - fa sapere il Comitato dei pendolari delle valli Stura e Orba - La linea ferroviaria rimane in funzione da Acqui a Ovada, da qui si prosegue in bus percorrendo l'autostrada A26 fino all'uscita del casello di Masone per raggiungere gli utenti alla stazione di Campo Ligure, e tornare, infine, sulla rotta per Genova reimboccando l'A26 a Masone. Altri bus partiranno sempre da Ovada e raccoglieranno gli utenti di Rossiglione, per poi ritornare a prendere l'autostrada in direzione Genova».

Trenitalia sta lavorando per ripristinare le linee entro giovedì 24 ottobre, ma i tempi sono legati anche alle condizioni meteo. E in mattinata è intervenuto anche l'assessore regionale ai Trasporti, Gianni Berrino: «Nessun disservizio sugli autobus sostitutivi in valle Stura, né nella difficile giornata di ieri, né oggi con la richiesta aumentata, perché molti naturalmente hanno preferito evitare di usare i mezzi privati. Per questo motivo i servizi sostitutivi oggi, rispetto a ieri, sono triplicati al mattino e dalle 14, per agevolare al massimo i pendolari, sono quadruplicati. Ieri abbiamo fatto una riunione con Trenitalia per assicurarci che i servizi sostitutivi fossero operativi e sufficienti».

«Il contratto di servizio stabilisce che in caso di interruzione della linea Trenitalia deve assicurare il trasporto dei passeggeri: oggi l'ho ribadito anche con una nota scritta a Trenitalia - ha aggiunto Berrino - per quello che consta è così, il servizio sostitutivo sta funzionando secondo le attese. Sono stati messi a disposizione dei taxi che in alcuni casi sono intervenuti: nessuno è rimasto a terra. Il servizio sostitutivo garantisce un orario di partenza, ma i tempi di percorrenza sono naturalmente più lunghi di quelli del treno, a maggior ragione perché siamo in una situazione di emergenza».

Per quanto riguarda le strade, la frana sulla statale 456 del Turchino resta quella più complicata da mettere in sicurezza, e anche quella che causa maggiori problemi, anche per i bus sostitutivi di Trenitalia. Anas sta lavorando per ripristinare la viabilità verso Masone e garantire, entro giovedì, il senso unico alternato, ma il fronte è esteso ed è stato necessario lasciare ai rocciatori tutto il tempo necessario per il disgaggio dei massi, oltre che richiedere macchinari specifici. 

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