Val Varenna, paura per un’esplosione nella cava. I residenti: «Nessuno ci ha avvisato»

Un forte boato proveniente dalla cava di Pian di Carlo ha spaventato le famiglie che risiedono in zona, il comitato chiede provvedimenti

Paura in val Varenna, mercoledì pomeriggio, per una forte esplosione proveniente dalla cava San Carlo, usato solitamente per far brillare in sicurezza ordigni bellici.

Il boato è arrivato nel primo pomeriggio cogliendo di sorpresa i residenti della vallata, che non erano stati avvisati di alcuna operazione. Il pensiero del Comitato Val Varenna è subito andato all’ordigno bellico rinvenuto lo scorso 21 luglio nella caserma Gavoglio, che ha protestato contro la decisione di utilizzare la cava senza informare chi abita in zona

«Come già denunciato nella zona, per quanto poco popolata, vivono comunque decine di persone - scrive Paolo Drago, presidente del comitato - la cava è a poche decine di metri dalla strada che porta a San Carlo di Cese e il torrente in quel tratto è frequentato ogni giorno da bagnanti, quindi siamo preoccupati per l'incolumità pubblica. Inoltre anche questo, già denunciato in occasione dell'arrivo della bomba all'interno della cava da Campo Ligure, nelle scorse settimane, la zona è a rischio idrogeologico, l'abbancamento fatto per rinaturalizzare la cava è incompleto e precario, a pochi metri esiste la  paleofrana di Ramaspessa di cui a più riprese abbiamo chiesto la messa in sicurezza».

L’esplosione (e la protesta) arrivano, in effetti, a poche settimane dalla maxi operazione effettuata per far brillare un altro ordinano, quello trovato a Campo Ligure. E per i residenti la situazione è sempre più problematica, sopratutto in assenza di avvisi: «Ci ritroviamo a dover subire esplosioni che indeboliscono ulteriormente i fronti franosi a lato del torrente Varenna, aumentando il rischio che frani all'interno del torrente , mettendo a repentaglio la sicurezza e la vita di noi valligiani - è lo sfogo di Drago . Chiedo e pretendo con forza che si denunci a chi di competenza, che non siamo disposti a tollerare oltre  che vengano fatti brillare ordigni nella nostra valle ed nello specifico in cava pian di Carlo»

Una replica è arrivata da Matteo Frulio, assessore del Municipio Ponente: «Scrivo a nome del Municipio che, per l'ennesima volta, è stato tenuto all'oscuro della vicenda. Già la volta precedente eravamo stati avvertiti tramite un messaggio di un residente - ha spiegato - Per cui ritengo opportuno scrivere una lettera al Prefetto per chiarire che non si è più disposti a tollerare questo tipo di atteggiamento. Appoggiamo in toto ciò che ha scritto Paolo Drago. Il mittente della lettera che ritengo debba essere congiunta, deve essere il Prefetto ed il Comune di Genova che ormai ha in uso scavalcare il Municipio Ponente come se non esistesse. Ora faremo opportune verifiche per capire tutto quello che è successo».

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