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Cronaca

Vaiolo delle scimmie, un caso sospetto: primo test negativo

Si tratta di una donna di 24 anni che vive nel Levante ligure: in questi giorni è rientrata da un viaggio nelle Canarie. Bassetti: "Il test oggi esclude la presenza del virus ma clinicamente il caso rimane sospetto quindi la paziente rimarrà ricoverata al San Martino in isolamento"

"Abbiamo usato questo falso allarme per illustrarvi un po' di cose che in questi giorni abbiamo fatto e che non avevamo comunicato in modo tale che tutti le sappiano". Così il presidente della Regione Giovanni Toti in chiusura del suo intervento del punto stampa convocato alle 19.30, e iniziato mezz'ora dopo, sul primo caso di vaiolo delle scimmie in Liguria, che poi primo caso al momento non sembra essere.

Dal punto di vista medico ha ripercorso quanto accaduto il professor Bassetti, direttore della clinica Malattie Infettive del policlinico San Martino: "Abbiamo avuto notizia in diretta che il test momentaneamente è negativo. Nel primo pomeriggio siamo stati contattati dall'infettivologo dell'Asl4 che visita una ragazza di 24 anni che da lunedì era rientrata dalla Canarie, quindi da un raccordo epidemiologico. La paziente ha un problema di base per cui il suo sistema immunitario non è perfettamente funzionante e ha delle lesioni dal punto di vista clinico assolutamente compatibili con quelle che noi abbiamo visto descritte dai nostri colleghi in altri centri".

Continua la descrizione del caso: "La ragazza aveva delle lesioni al volto, alla bocca, al tronco e soprattutto una lesione molto sospetta alla mano. Abbiamo eseguito i test che il laboratorio del San Martino ha dato come negativi, ma visto che non è escluso che non possa esserlo perchè il test oggi esclude la presenza del virus ma clinicamente il caso rimane sospetto quindi la paziente rimarrà ricoverata al San Martino in isolamento e manderemo dei campioni all'Istituto nazionale di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani che è l'istituto di riferimento nazionale per i test, e continueremo a seguirla".

Gestione dei casi sospetti e confermati di vaiolo delle scimmie

"Questo caso sospetto ha permesso di mettere in evidenza come la macchina organizzativa coordinata da Alisa e dal diar Malattie Infettive abbia funzionato molto rapidamente, se pensate che il caso è del primo pomeriggio e alle 20 abbiamo avuto una prima risposta negativa", ha spiegato Matteo Bassetti.

"Sul modello covid abbiamo deciso di dare delle organizzazioni con le sette divisioni di Malattie Infettive della Liguria che si occuperanno dei casi sul territorio, a differenza di quello che avveniva nella prima fase del covid, quindi, i casi non verranno centralizzati ma verranno gestiti direttamente dai reparti di Malattie Infettive dove presenti".

"Oggi è stata come una prova antincendio tra virgolette, abbiamo fatto una prova e mi pare che il sistema abbia funzionato ampiamente, non escludo che questo caso comunque possa diventare poi positivo perchè io faccio di mestiere il clinico e il clinico è quello che deve vedere un malato, deve vedere qual è la situazione clinica e come sono le lesioni e, se non è il vaiolo delle scimmie, avrei difficoltà a dire che cos'altro potrebbe essere, dopo di che vedremo e valuteremo nelle prossime 48-72 ore". 

Nel tardo pomeriggio di venerdì 27 maggio con una nota l'ospedale San Martino aveva informato che, nella Clinica Malattie Infettive, erano in corso gli approfondimenti che avrebbero potuto portare a registrare il primo caso sul territorio ligure di "monkeypox", seguendo la definizione segnalata dall’Oms.

Si tratta di una donna di 24 anni che vive nel Levante ligure, rientrata in questi giorni da un viaggio nelle Canarie. La ragazza ha manifestato alcuni sintomi sospetti, a partire dalla febbre alta. La paziente zero è stata ricoverata nel reparto di Malattie Infettive diretto dal professor Matteo Bassetti nel primo pomeriggio e sono iniziait gli accertamenti per confermare o meno la diagnosi.

Contestualmente il San Martino segnalava anche nella giornata di mercoledì la direzione di Malattie Infettive ha prodotto il documento regionale per la gestione dei casi sospetti e confermati di vaiolo delle scimmie.

Bassetti: "In caso di sintomi non allarmarsi"

In attesa dei risultati che dimostreranno se in Liguria è arrivato o meno il primo caso di vaiolo delle scimmie, il professor Bassetti contattato da GenovaToday rassicura: "In caso di sintomi rivolgetemi a un centro di malattie infettive, noi siamo pronti".

"Questa malattia ha un’incubazione che arriva a tre settimane per cui ne vedremo ancora tanti casi, ci troviamo a conclusione della prima settimana e ci sono stati 300 casi nel mondo, se tanto mi dà tanto la moltiplicazione sarà ben più grande nelle prossime settimane", spiega il direttore della clinica Malattie Infettive del San Martino. "Sono le lesioni cutanee a dover far sospettare di avere il monkeypox, insieme a febbre, aumento di dimensione dei linfonodi, malessere generale, mal di testa ma soprattutto queste pustole che possono partire dal volto, dal collo e arrivare alle mani, ai piedi e nei genitali. Cosa fare? Non agitarsi, non allarmarsi se uno ha questi sintomi e questi segni va in un centro possibilmente specialistico, noi in Liguria siamo pronti e non abbiamo niente da invidiare alle altre regioni".

Ansaldi: "Contagiosità bassa. Per il vaccino aspettiamo indicazioni ministeriali"

Sono 219 i casi in Europa di vaiolo delle scimmie e i cluster più importanti si registrano in Spagna e in Portogallo. “Siamo di fronte a una malattia che ha caratteristiche di contagiosità completamente diverse dal Covid", ha spiegato il direttore generale di Alisa, Filippo Ansaldi. "Il Covid della prima ondata aveva un Rt pari a 3/4, Omicron superiore a 10, il vaiolo delle scimmie inferiore a 1: i cluster tendono ad auto-limitarsi. La rete di risposta prevede la sensibilizzazione per una diagnosi precoce, il testing per una diagnosi certa il prima possibile e la rete della risposta clinica".

Escluse le campagne di vaccinazione di massa: “Abbiamo in Europa un vaccino per la prevenzione della malattia - ha detto Ansaldi - Ricordo che non vacciniamo dal 1981, da allora è sostanzialmente eradicato. Abbiamo preso contatti col ministero per verificare le modalità di centralizzazione che sarebbero auspicabili. Abbiamo già chiesto un permesso all’Aifa per l’eventuale importazione e preso contatti con la ditta che lo produce a Copenaghen. Il vaccino può essere preso in considerazione per determinate categorie di persone in determinati setting, aspettiamo indicazioni ministeriali".

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