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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

Tangenti in università, chiuse le indagini: altri 4 nel mirino della Procura

Il pubblico ministero ha inviato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a quattro altri imprenditori ritenuti coinvolti nel giro degli appalti truccati

Si amplia l’inchiesta sul presunto giro di tangenti all’Università di Genova: il pubblico ministero incaricato del caso, Massimo Terrile, ha chiuso le indagini inviando l’avviso alle cinque persone già finite ai domiciliari, due dipendenti dell’ateneo e tre imprenditori, e ad altri quattro imprenditori e 6 società.

Le accuse sono, a vario titolo, di corruzione, turbativa d'asta, truffa aggravata e falso: l’ipotesi della Procura, corroborata della indagini della Guardia di Finanza, è che alcuni dipendenti compiacenti dell’area Conservazione Edilizia dell'università accettassero somme di denaro per affidare i lavori interni alla struttura a determinati imprenditori e alle rispettive società. Lavori, hanno sottolineato gli inquirenti, che nella maggior parte dei casi non venivano neppure eseguiti: le somme versate erano di solito tra i 500 e i 2mila euro, a fronte di fatture regolarmente pagate che potevano arrivare a 6mila euro.

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Ai domiciliari, lo scorso novembre, erano finiti due uomini 59 e 61 anni, rispettivamente impiegato amministrativo del settore Spese e capo del settore Interventi ordinari opere edili dell’area Conservazione Edilizia dell'ateneo, e tre imprenditori. A loro si aggiungono gli altri 4 imprenditori, citati con le rispettive società. A scoprire il giro di appalti truccati erano stati propri due dipendenti dell’ateneo, che avevano notato alcuni documenti anomali con firme apparenemente falsificate e avevano fatto segnalazione immediata alla dirigenza, che a sua volta aveva contattato la Guardia di Finanza mettendo in moto le indagini.

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