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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Pegli / Via Giuseppe Ungaretti

Un etto di cocaina in pietra nell'appartamento occupato, due arresti

Blitz dei carabinieri all'interno di un appartamento di proprietà dell'agenzia regionale Arte in via Ungaretti. I due occupanti, con precedenti specifici, sono stati trasferiti nel carcere di Marassi

Dopo aver occupato una casa popolare, ne hanno fatto il quartier generale per la loro attività di spaccio di droga. Per questo nella mattina di lunedì 1 marzo i carabinieri di Arenzano e della stazione di Pegli hanno arrestato due cittadini tunisini, F. B., di 33 anni, pregiudicato, e A. M., di 34 anni, entrambi irregolari sul territorio nazionale, per detenzione ai fini di
spaccio di sostanza stupefacente.

Da qualche tempo erano state raccolte diverse segnalazioni della presenza all'interno di un appartamento di proprietà dell'agenzia Arte in via Ungaretti a Pra' di alcuni extracomunitari, che lo avevano occupato abusivamente. I militari, a seguito di una serie di accertamenti, sono riusciti a individuare l'appartamento e le due persone che lo occupavano: due cittadini tunisini già conosciuti per precedenti segnalazioni di polizia e condanne per reati inerenti le sostanze stupefacenti.

Ieri mattina si è deciso d'intervenire ed effettuare una perquisizione. I due occupanti hanno tentato di disfarsi di un involucro, gettandolo dalla finestra dell'abitazione nel giardino sottostante: recuperato, è risultato contenere quattro pezzi di cocaina in pietra ancora da tagliare per un peso complessivo di 100 grammi.

Inoltre all'interno dell'appartamento sono stati sequestrati dieci smartphone, la cui provenienza è in corso di accertamento, e 1.700 euro, somma di denaro probabile provento dell'attività di spaccio.

Per i due tunisini, che hanno precedenti specifici, è scattato l'arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e la denuncia per invasione di edifici pubblici. Sono stati trasferiti nel carcere di Marassi. Sono in corso gli accertamenti relativi ai destinatari della droga sequestrata, che se immessa sul mercato avrebbe fruttato circa quindicimila euro.

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