Venerdì, 25 Giugno 2021

Estrema destra, indagine su "Ultima Legione": perquisizioni anche a Genova

L’operazione, denominata “Nobis”, è stata guidata dalla Digos della questura dell’Aquila e ha coinvolto diverse città italiane: nel capoluogo ligure interessata una persona

Uso della violenza come metodo di lotta politica e diffusione online di materiale che incita all'odio e alla discriminazione: sono le motivazioni per cui giovedì mattina la Digos dell’Aquila ha condotto una serie di perquisizioni in 18 città italiane, tra cui anche Genova, finalizzate a risalire ai membri di un movimento denominato “Ultima Legione”.

Nel capoluogo ligure l’operazione ha coinvolto una persona sola, un cinquantenne nel cui appartamento sono stati rinvenuti simboli e cimeli inneggianti l’estrema destra, fascismo e nazismo. Si tratta di un uomo già noto alla Digos per alcune sporadiche manifestazioni di stampo estremista.

L’operazione, denominata “Nobis”, è stata guidata dalla Digos della questura dell’Aquila che ha condotto le indagini attraverso il coordinamento della Procura del capoluogo abruzzese, della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e della Direzione centrale della polizia di prevenzione.

Interessate dalle perquisizioni oltre all’Aquila e Genova anche Milano, Como, Chieti, Verona, La Spezia, Pescara, Terni, Macerata, Piacenza, Modena, Vicenza, Lecce, Fermo, Roma, Cosenza e Venezia. Gli accertamenti informatici, ancora in corso, sono stati svolti dalla Polizia postale.

Le indagini sono partite nel 2019 sulla base di alcune condotte adottate da appartenenti al movimento politico residenti in Abruzzo, e poi si sono estese ad altri aderenti sul territorio nazionale.

Attraverso scatti fotografici, dichiarazioni e documenti diffusi online tramite WhatsApp e Telegram e su pagine di social più noti come Facebook e VKontakte, gli investigatori hanno accertato che alcuni appartenenti, definendosi apertamente “fascisti”, denigravano esplicitamente i valori della Resistenza e della Costituzione italiana, organizzando anche riunioni di propaganda promosse in occasione delle commemorazioni di Benito Mussolini che si svolgono a Predappio.

Dall’analisi dei contenuti pubblicati è risultata una “esplicita ideologia comune” tra gli appartenenti a incitare la violenza come unico metodo politico, anche con l’uso delle armi, negare la Shoah, esaltare le cosiddette leggi razziali contro il popolo ebraico, persone di diversa etnia di provenienza, e islamici.

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