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Omicidio di Borgoratti, c'è un identikit dell'assassino

L'inchiesta sull'omicidio di Giovanni Nina Mauro Mori, la donna di 90 anni uccisa con un paio di forbici nel suo appartamento in via Copernico a Borgoratti, è vicina a una svolta. Gli inquirenti hanno messo a punto un identikit sommario dell'assassino

«Era una persona speciale, sempre gentile e disponibile con il prossimo e che partecipava attivamente alla vita della comunità religiosa aiutando i poveri con tante iniziative». Così don Franco, parroco della chiesa di San Rocco di Vernazza, ricorda Giovanni Nina Mauro Mori, la donna di 90 anni uccisa con un paio di forbici nel suo appartamento in via Copernico a Borgoratti.

Ieri presso il reparto di medicina legale dell'ospedale San Martino si è svolta l'autopsia sul corpo della vittima. Il medico ha prelevato del materiale biologico sotto le unghie della vittima, segno di una colluttazione con l'assassino. Dagli esami di laboratorio sui frammenti potrebbero emergere elementi fondamentali per imprimere un'accelerata decisiva alle indagini.

Le verifiche sul cadavere compiute ieri hanno permesso anche di stabilire l'ora del delitto fra le 12 e le 16. Nel frattempo è stato sciolto il giallo della pensione. Quel giorno Giovanni Nina Mauro non aveva ritirato la pensione. Lo faceva sempre il primo del mese, ma martedì no perché si era offerta di accompagnare un'amica dal medico.

Per un aspetto chiarito della vicenda, un altro non quadra. A casa della vittima gli inquirenti hanno trovato tre orologi, di cui uno in oro. Come mai l'assassino li ha lasciati? A maggior ragione se si tratta di un ladro alla ricerca di preziosi e contanti.

La ricostruzione del delitto è ormai abbastanza chiara. L'assassino ha atteso Nina sul pianerottolo, nascosto in una nicchia del sottotetto. Poi l'ha costretta a entrare nell'appartamento, l'ha colpita e ha iniziato a frugare in casa, molto probabilmente alla ricerca della pensione o di qual cos'altro in particolare, al momento sconosciuto, visto che gli orologi di valore non sono stati rubati.

Poi l'anziana si sarebbe ripresa e il killer, in un raptus d'ira, l'ha uccisa. Almeno dieci colpi inferti con le forbici. Secondo quanto accertato dal medico legale, l'assassino si è messo a cavalcioni sulla schiena della vittima e ha colpito finché non è stato sicuro fosse morta.

Prima di fuggire ha lasciato l'arma del delitto conficcata nella gola della vittima. Sulle forbici la scientifica ha rilevato un'impronta, certamente dell'assassino. Grazie alle testimonianze di una vicina, ritenute attendibili, gli inquirenti hanno messo a punto un primo sommario identikit dell'assassino.

Si tratterebbe di un trentenne straniero di carnagione olivastra. Dall'analisi del materiale biologico trovato sotto le unghie della vittima, comparato con l'impronta lasciata sulle forbici, potrebbe emergere un identikit definitivo. Per chiarire il movente c'è tempo, innanzi tutto incastrare l'assassino. Così come auspicato dal figlio della vittima Giuseppe. «Spero che la polizia prenda al più presto il killer di mia mamma».

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