Svastiche su lapidi simbolo della di Liberazione, lo sfregio al Turchino e a Ceranesi

La protezione civile impegnata nelle mattina del 25 Aprile a rimuovere le scritte. L'Anpi: «Già condannati dalla storia»

La svastica sulla lapide dei Martiri della Benedicta

Le lapidi dedicate ai Martiri del Turchino, a Mele, e quella dedicata ai Combattenti partigiani di Ceranesi sono state imbrattate nella notte con tre svastiche.
Sulla vicenda indagano i carabinieri e la digos. I segni sono stati subito rimossi dalle amministrazioni comunali.

A Mele si trovano due lapidi dentro la galleria del Turchino della strada provinciale 456, all'inizio e alla fine del tunnel per ricordare i partigiani uccisi nel 1944.

«Rischiamo che centinaia di cose messe in piedi per il 25 aprile ora vengano oscurate da questi imbecilli, che come tutti i ratti escono al buio». È il commento di Massimo Bisca, presidente Anpi Genova, alla notizia delle svastiche fatte sulle lapidi a Mele per i martiri del Turchino e a Ceranesi per i Combattenti partigiani.

«Come quelli che vogliono trasformare il 25 aprile in una cosa diversa: sono condannati dalla storia e dal buon senso delle persone - aggiunge -. Poi a me fa male, aveva ragione Vittorio Foa quando disse a Giorgio Pisanò al senato "Abbiamo vinto noi, tu sei qua. Avessi vinto tu, io sarei o contro un muro fucilato o mi avresti mandato in un campo di concentramento"». 

Quanti hanno combattuto per la Liberazione: «Si sono battuti per permettere a questi cialtroni di fare queste porcherie. Questi sono irrecuperabili - aggiunge sugli autori del gesto - e comunque sono sconfitti dalla storia. Non vorrei che dietro due scritte di due imbecilli si perda il senso di questa giornata che è straordinaria, da tutte le notizie che ho da tutti i comuni della provincia, quest'anno ci sono più persone che seguono questa data».

Sull'episodio ai Martiri della Benedicta si è espressa anche la protezione civile impegnata, sabato 25 aprile, a rimuovere le scritte: «Mai più ci saremo immaginati questa mattina di dover svolgere questo intervento, siamo usciti a tutela del nostro patrimonio naturale, invece abbiamo dovuto difendere la nostra libertà e la nostra cultura».

Nel pomeriggio è arrivato anche il commento di Luca Pastorino, deputato Leu: «Apprendo con malessere e rabbia la comparsa di due svastiche sulle lapidi agli sbocchi della galleria del Turchino in memoria dei partigiani. Questi sono atti criminali e rappresentano uno stupro alla democrazia. Non dobbiamo mai abbassare la guardia e difendere la nostra storia, costruita attraverso il valore di uomini e donne che hanno perso la vita per il nostro presente».

«Ringrazio le amministrazioni di Mele e Masone che hanno subito eliminato il simbolo nazista dalle lapidi. Spero che la magistratura - conclude Pastorino - accerti i colpevoli di questo atto vile e indegno. Oggi più che mai, urliamo viva il 25 aprile».

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