Anche le mani della camorra sulle truffe agli anziani: «Ecco come combatterle»

A novembre l'operazione che ha portato alla luce una rete di truffatori con legami con i clan camorristi che agiva anche in Liguria. Consigli e raccomandazioni in vista del periodo festivo in cui i tentativi aumentano

L’ultimo episodio in viale Pio VII, a Quarto, una donna di 78 anni che martedì è stata svegliata, mentre riposava dopo pranzo, da un uomo che si è spacciato per un carabiniere impegnato in un controllo sui furti in appartamento. L’anziana, ancora intontita dal sonno e rassicurata dal pensiero di trovarsi davanti un (finto) rappresentate delle forze dell’ordine, lo ha lasciato entrare, e nel giro di pochi minuti l’uomo è riuscito a impossessarsi del portafoglio e dei gioielli e a scappare, lasciandola dapprima confusa, poi amareggiata e delusa da se stessa per essere caduta in una di quelle truffe di cui tanto si sente parlare.

«Cascarci è più semplice di quanto si possa pensare: i truffatori si presentano bene, sono bravi, preparati, studiano le vittime e vanno a colpo sicuro facendo leva sugli affetti e sui timori delle persone più fragili», spiegano dalla Squadra Mobile, dove una sezione in particolare, quella specializzata in reati conto il patrimonio, ha moltiplicato gli sforzi per contrastare un crimine odioso che, soprattutto negli ultimi tempi, è finito anche nel radar della criminalità organizzata. 

A spingere la camorra, in particolare, a “investire” sulle truffe agli anziani sono diversi fattori: guadagni facili, spesso alti, contro la bassa probabilità di essere colti sul fatto e, nel caso in cui accadesse, la ragionevole certezza di non rischiare troppo dal punto di vista penale. E proprio la camorra era al centro della rete smantellata lo scorso novembre in un’inchiesta coordinata dalla Dia della Procura di Napoli in collaborazione con gli investigatori di Milano e Bergamo e dalla polizia di Genova, Napoli e Pistoia. L’operazione ha portato alla luce legami con il clan dei Contini di Vasto e Arenaccia e all’arresto di 51 persone in totale, 8 delle quali colpevoli, secondo gli inquirenti, di avere messo a segno truffe seriali tra Genova, Sanremo e Savona.  

«Le truffe agli anziani sono un’attività talmente redditizia da essere diventate un asset per la criminalità organizzata - confermano ancora dalla Squadra Mobile - Nel caso dell'inchiesta partita da Napoloi si arrivava a fare sino a 300mila euro a settimana, raggiri portati avanti in maniera metodica e organizzata, con batterie che si occupavano di telefonare e altre di presentarsi a casa delle vittime per riscuotere quanto pattuito».

Truffe agli anziani, come agiscono 

Le modalità di truffa sono sempre le stesse, due quelle principali: la telefonica, in cui il truffatore si finge un parente o un rappresentante delle forze dell’ordine e chiede soldi in seguito a un incidente stradale (una sorta di richiesta di pagamento di “cauzione”, come avviene in America) e c’è poi un complice che si presenta alla porta per riscuotere, o quelle porta a porta, dove il truffatore si presenta direttamente e si spaccia per tecnico, operaio o di nuovo rappresentante delle forze dell’ordine per verifiche a eventuali impianti difettosi o, per esempio, per controllare la presenza di soldi falsi.

«È fondamentale ribadire che nessun rappresentante delle forze dell’ordine, nessun assicuratore, nessun avvocato, nessun medico, nessun carabiniere, nessun poliziotto e nessun finanziere, insomma, nessuno che si muove nel circuito della legalità, chiederebbe mai soldi al telefono o gioielli se non si hanno contanti, perché si arriva anche a questo - spiegano gli investigatori - la prevenzione di questi episodi deve partire dalla famiglia, da figli e nipoti: va ripetuto che mai nessuno farebbe in buona fede simili richieste al telefono per liberare un parente rimasto coinvolto in un incidente, e che mai devono essere consegnati soldi. I truffatori sono senza scrupoli, colpiscono una fascia di popolazione fragile ed esposta, angosciandola sino a convincere a cedere anche ricordi di famiglia. In una città come Genova, dove c’è un’alta percentuale di persone anziane, la sensibilizzazione è fondamentale, e la Procura in questo è davvero eccezionale, ne è perfettamente consapevole e si comporta di conseguenza».

Nel periodo delle feste, in particolare, le truffe tendono ad aumentare, complice i tanti “trasferisti” che arrivano da fuori e sfruttano l’emotività degli anziani per estorcere denaro con l’inganno: elenco telefonico alla mano, un “centralinista” alla base individua i nomi che con più probabilità indicano che l’utenza appartiene a una persona over 70, inizia a telefonare e una volta agganciata la vittima dà le indicazioni ai complici sul posto, che entrano in azione. In certi casi la truffa è ancora più elaborata: il centralinista isola la linea dell’anziano, lo invita a chiamare un certo numero per avere conferma della necessità di soldi, in realtà la vittima si ritrova a parlare con un altro complice che è rimasto in linea.

Truffe agli anziani, calano quelle messe a segno

Nel corso del 2019 la sola Squadra Mobile ha eseguito 14 provvedimenti restrittivi, risolvendo complessivamente 50 episodi. Il dato positivo è che le truffe messe a segno sono in calo: nel 2018 sono state il 27% in meno rispetto al 2017 (per quanto riguarda i dati in possesso della polizia), nel 2019 la tendenza si è confermata. I tentativi, insomma, ci sono sempre, ma la popolazione sembra essere meno incline e cadere nel tranello, complici anche le campagne di sensibilizzazione e prevenzione. 

«Deve passare un messaggio molto chiaro, e deve essere ribadito più volte: mai accettare di consegnare soldi a chi li chiede per parenti o amici - è l'avviso - Le truffe agli anziani sono particolarmente odiose perché coinvolgono persone in assoluta buona fede, che agiscono spinte dagli affetti. E che se ci cascano si vergognano profondamente, quando in realtà non devono: i truffatori, come già detto, sono preparati, molto abili, sanno che tasti toccare per scatenare l’ansia e aumentare le insicurezze. La denuncia però è fondamentale per partire con le indagini ed evitare che i truffatori, che spesso agiscono in modo seriale, continuino a fare vittime».

Le raccomandazioni, soprattutto nel periodo delle feste, sono insomma due: per parenti e amici di persone anziane, sensibilizzare sull’importanza di non credere per nessuna ragione a chi chiede soldi telefonicamente, per gli anziani di interrompere la comunicazione e chiamare subito il 112 quando si viene contattati con richieste di denaro per segnalare l’accaduto. E di denunciare, nel caso in cui si abbia avuto la sfortuna di cadere in una rete intessuta con abilità e mancanza di scrupoli.

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