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Fatture false per creare fondi neri, chiesto giudizio per 27 indagati

Secondo l'accusa, gli indagati facevano false sponsorizzazioni a false società ciclistiche per creare fondi neri. Un giro di finte fatture per circa un milione di euro. Tra gli indagati l'imprenditore Gino Mamone, titolare della Ecoge

Genova - Il pubblico ministero Francesco Pinto ha chiesto il rinvio a giudizio per 27 persone nell'ambito dell'inchiesta per associazione a delinquere finalizzata alla evasione. In particolare, secondo l'accusa, gli indagati facevano false sponsorizzazioni a false società ciclistiche per creare fondi neri. Un giro di finte fatture per circa un milione di euro.

IL NOME NOTO - Tra gli indagati l'imprenditore Gino Mamone, titolare della Ecoge, oltre a una serie di presidenti e responsabili di società toscane che avrebbero beneficiato di questi finanziamenti. Personaggi di spicco, secondo gli inquirenti, anche i due Simone e Alessandro Biasci, di Pisa e il commercialista genovese, Andrea Panarese.

DA DOVE È COMINCIATO TUTTO - I fatti su cui ha indagato il magistrato fanno riferimento all'arco temporale che va dal 2004 al 2009. L'inchiesta era nata, nel 2009, in parte dalle intercettazioni emerse nell'ambito dell'inchiesta su Mensopoli dell'anno precedente e in parte dalle risultanze investigative dell'indagine sui funzionari delle Dogane del Vte (il terminal portuale container di Genova-Voltri) e spedizionieri del 2004 (Ansa).

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