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Torna l'incubo dei finti corrieri: nuova truffa da ventimila euro

Un negozio di piazza Colombo è stato derubato di alcuni colli che le erano appena stati consegnati tramite l'ormai nota truffa del "finto corriere". Bottino rubato del valore di ventimila euro

Torna l'incubo dei finti corrieri a Genova. Dopo i recenti episodi capitati in via Roma e via XX Settembre, una nuova truffa è avvenuta presso un negozio di piazza Colombo.

L'episodio è avvenuto venerdì intorno alle 13.30: i poliziotti del Commissariato Centro si sono recati presso un negozio di abbigliamento per bambini per la segnalazione di una truffa subita dalla titolare.

La donna ha riferito che nella tarda mattinata, tre dipendenti di una nota ditta di spedizioni, avevano consegnato 22 colli di merce che la stessa attendeva ma, dopo pochi minuti, aveva ricevuto un telefonata da parte di un presunto dipendente dello stesso corriere che l’aveva informata del fatto che per errore erano stati consegnati 4 colli in meno e che quindi, di lì a poco, personale dell’azienda si sarebbe recato presso il negozio per ritirare tutta la merce, per poi riconsegnarla completa.

La signora aveva spiegato come sarebbe stato molto più semplice consegnare i colli mancanti anziché ritirare l’intera commessa ma l’uomo aveva addotto varie scuse in merito ai documenti di trasporto già firmati. Così, poco dopo, uno dei tre ragazzi, che la donna aveva creduto dipendente della ditta di spedizioni, si è presentato e ha iniziato a caricare la merce finché la titolare, insospettita, ha rifiutato di consegnargliene di ulteriore.

Il ragazzo si è allontanato velocemente riuscendo ad asportare 10 colli, per un valore di 20.000 euro. La signora ha contattato immediatamente il corriere, che ha inviato sul posto i due veri dipendenti che avevano consegnato la merce in mattinata e ha allertato il 113. Gli agenti hanno potuto così accertare che il terzo uomo era in realtà un truffatore, che nulla aveva a che fare con la ditta incaricata della consegna e che, con i due “veri” addetti si era spacciato per un commesso del negozio, offrendo il suo aiuto nello scarico della merce, inducendo così l’ignara titolare a credere che fosse un dipendente della ditta.

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