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Treni: mercoledì da incubo tra soppressioni e carri bestiame

Mercoledì da incubo per i pendolari genovesi. I treni in direzione ponente hanno subito molteplici soppressioni e ritardi consistenti nelle ore di punta tanto da fare diventare i pochi convogli funzionanti dei veri e propri carri bestiame come testimoniano le foto

Ormai verrebbe da definirlo, ahinoi, un normale mercoledì sera di disagio ferroviario, ma forse oggi, mercoledì 16 aprile, si è davvero superato il limite. Soppressioni, ritardi come se piovessero sulla linea Sestri Levante-Ventimiglia, per ragioni ancora non comunicate da Trenitali,a hanno creato un ingorgo sui pochi treni funzionanti (in ritardo ovviamente) che in confronto le note metropolitane cinesi impallidirebbero.

Nello specifico siamo testimoni di quanto avvenuto intorno alle 19 in stazione Brignole. Soppresso il treno per Savona delle 18.17, ritardo di 40 minuti per il treno per Ventimiglia delle 18.52. Conseguente sovraffollamento del treno delle 19.00 con direzione Savona.

Seppur a stento, a Genova Brignole tutte le persone sono riuscite a salire sul convoglio. Ammassate come delle sardine sono arrivate a Genova Piazza Principe, qui però la maggior parte delle persone che attendevano il treno non sono riuscite a salire per colpa di un treno che definirlo pieno sarebbe un eufemismo. Rabbia e tensione tra i pendolari che ogni giorno vivono viaggi del genere e una sola frase risuona più e più volte: «Si vede che 800mila euro all'anno (lo stipendio di Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia che recentemente si è lamentato per un possibile taglio dello stipendio) sono poche». Come dargli torto.

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