Treni cancellati per lavori, pendolari in rivolta

Almeno 6 convogli - tre in direzione levante, tre in direzione ponente - verranno tagliati a partire dal 4 agosto per il cantiere nella galleria tra Brignole e Quarto. E anche la Regione dice no

Che fosse un’estate difficile, dal punto di vista dei trasporti, i pendolari se n’erano ormai fatti una ragione. All’ennesimo taglio ai treni, però, le proteste hanno iniziato a diventare sempre più numerose: tutta colpa dei lavori nella galleria San Martino, tra le stazioni di Genova Brignole e Genova Quarto, che a partire dal 4 agosto costringeranno i viaggiatori a fare a meno di 6 convogli.

Le associazioni dei pendolari si sono dati dunque appuntamento lunedì pomeriggio in Regione per un incontro chiarificatore con l’assessore ai Trasporti, Gianni Berrino, e con i rappresentanti di Trenitalia, un tavolo di confronto in cui non sono mancate tensioni. L’idea iniziale di Trenitalia, infatti, era quella di tagliare i treni facendo scendere l’offerta giornaliera da 70 a 52, complice anche il periodo estivo e le difficoltà legate all’unico binario che resta disponibile a causa del cantiere.

Una proposta inaccettabile non solo per i pendolari, ma anche per la Regione, che ha subito messo il veto (e che già aveva bacchettato Trenitalia chiedendo maggiore puntualità e affidabilità nel servizio)(: «Durante il tavolo tecnico abbiamo evitato una riduzione da 70 a 52 treni regionali, che non avrebbe garantito la mobilità a pendolari e turisti, in un periodo particolarmente caldo come quello da 4 agosto al 2 settembre - ha confermato l’assessore Berrino - La riduzione, contenuta a 6 treni contro i 18 della prima proposta avanzata dai tecnici di Rfi, non ci soddisfa, ma almeno evita buchi eccessivi di servizio in alcune fasce orarie».

I lavori sono necessari, ha sottolineato Berrino, ma le conseguenze del cantiere (ritardi, cancellazioni, modifiche di orari) sarebbero state sottostimate dall’azienda. Che adesso, a lavori ormai iniziati, vorrebbe tagliare ulteriormente il servizio: «Senza polemica, e apprezzando lo sforzo messo in atto da Rfi e Trenitalia per garantire la maggior mobilità possibile nella prima versione dell’orario di luglio, riteniamo che, allo stato attuale dei fatti, non possano essere gli utenti a dover pagare conseguenze e disagi eccessivi rispetto al previsto e concordato mesi fa, e che sia necessaria un’assunzione di responsabilità secondo le competenze - ha concluso Berrino - Al tavolo abbiamo già proposto a Rfi il pagamento di un giusto indennizzo ai pendolari e la possibilità per tutti gli abbonati senza Carta Tutto Treno di poter viaggiare a bordo di Intercity e Frecciabianca».

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“Contentini”, per i pendolari che percorrono quotidianamente la linea verso levante, e che hanno già avanzato la richiesta di ricevere un indennizzo superiore al bonus del 10% previsto dal contratto di servizio.

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