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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Cronaca Centro Storico / Vico delle Mele

Trafitto da una freccia nel centro storico, muore in ospedale

L' “arciere” è stato arrestato dai carabinieri e portato nel carcere di Marassi con l’accusa di omicidio

È morto in ospedale, poco dopo le 13, il 41enne che, nella notte del 2 novembre, è stato trafitto al fianco da una freccia scagliata da un arco.

Arrivato al pronto soccorso del San Martino in condizioni critiche, i medici hanno tentato il tutto per tutto per salvargli la vita. Sottoposto a trasfusione di sangue, nella speranza di potergli trapiantare il fegato, Alfredo Javier Romero Miranda è purtroppo deceduto durante il primo intervento chirurgico. Lascia la moglie e due figli, uno nato da pochi giorni.

VIDEO | Delitto dell'arco, i vicini: "Ci sentiamo abbandonati"

Miranda, di origini peruviane, viveva a Marassi e lavorava come operaio edile. É stato ferito in seguito ad una lite nel centro storico, in vico Archivolto de Franchi, alle spalle di via San Luca. 

A scagliare con forza dall'arco la freccia, un italiano di 63 anni, Evaristo Scalco, originario di Varese che ora si trova nel carcere di Marassi con l'accusa di omicidio. Secondo quanto raccontato agli inquirenti avrebbe scoccato il dardo esasperato dai rumori che provenivano dalla strada e che non lo lasciavano dormire. Scalco, operaio navale, avrebbe chiesto agli uomini in strada di abbassare la voce ma in cambio avrebbe ricevuto insulti e oggetti lanciati in casa, pare persino un petardo.

Morto trafitto da una freccia, Javier Miranda era uscito per festeggiare la nascita del figlio

L'operaio avrebbe così imbracciato l'arco e fatto partire la freccia verso uno dei due passanti, ferendo Miranda Romero mortalmente. All'arrivo dei carabinieri il killer "arciere" è stato disarmato ed arrestato con l'accusa di tentato omicidio, misura cambiata poi in omicidio alla notizia del decesso della vittima. Secondo quanto riportato dai militari, il 63enne aveva in casa tre archi e trenta frecce da lui fabbricati come hobby.

Sul posto è intervenuta l'automedica Golf4 e l'ambulanza Misericordia 702 che ha trasportato il ferito, ancora con la freccia conficcata nel petto ma spezzata, in codice rosso all'ospedale San Martino per affrontare un delicato intervento chirurgico. Non è chiaro se Scalco, che nel frattempo era sceso in strada, lo abbia fatto per aiutare la vittima o per usare la parte di freccia spezzata per aggredire l'altro peruviano. Sulla dinamica indagano i militari dell'Arma, diretti dal colonnello Michele Lastella e coordinati dalla pm Arianna Ciavattini.

Sulla notizia dell'omicidio è intervenuto anche il presidente della Regione Giovanni Toti esprimendo il suo cordoglio e cercando di respingere le accuse di chi incolpa le istituzioni di un mancato presidio nel centro storico e i problemi relativi alla sicurezza: "Profondo dispiacere per l’assurda morte di Javier Alfredo Romero Miranda, ucciso da una freccia scagliata da un folle (mi pare evidente)", ha scritto il governatore sul suo profilo Facebook. "I nostri sanitari hanno fatto tutto il possibile per salvare questa giovane vita, ma non c’è stato nulla da fare. Spero che i magistrati applichino il massimo rigore per chi ha compiuto questo gesto sconsiderato e che nessuno lo giustifichi, anche indirettamente". Per il presidente non ci sono alibi: "Non esiste movida, rumore o qualsiasi altra situazione che possa giustificare una simile reazione. Collegare, in qualsiasi modo, un gesto omicida con il divertimento dei giovani, pure con tutte le sue problematiche, sarebbe il secondo elemento sconsiderato di questa triste vicenda".

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