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Cronaca

Toti ai pm: "Chiesi i voti ai fratelli Testa, ma non sapevo nulla su richieste posti di lavoro"

Le risposte del presidente della Regione Liguria sul presunto voto di scambio

Una dozzina delle 167 domande poste a Giovanni Toti dai pubblici ministeri Federico Manotti e Luca Monteverde, insieme all'aggiunto Vittorio Ranieri Miniati, riguardano i rapporti con i fratelli Testa in campagna elettorale. I due, Italo Maurizio e Arturo Angelo, sono indicati come rappresentanti della comunità riesina di Genova e sono accusati di corruzione elettorale al fine di agevolare l’attività di Cosa Nostra. Tra le contestazioni mosse c'è quella di "aver promesso posti di lavoro e il cambio di un alloggio di edilizia popolare per convogliare i voti degli elettori appartenenti alla comunità riesina di Genova e comunque siciliani verso la lista Cambiamo con Toti Presidente".

Inchiesta corruzione in Liguria, chi sono i fratelli Arturo Angelo e Italo Maurizio Testa

Il presidente della Regione, agli arresti domiciliari nell'ambito della maxi inchiesta sulla corruzione in Liguria, risponde che "I riesini erano stati segnalati dagli onorevoli Sorte e Benigni (Forza Italia, ndr)" e di averne parlato con Ilaria Cavo e Matteo Cozzani (il capo di gabinetto del governatore, ndr) durante l'organizzazione della campagna elettorale. Sostiene di non ricordare di aver dato incarico specifico a Cozzani di mettersi in contatto con Arturo Angelo Testa: "Immagino - risponde ai pm - che la candidatura di uno dei due fratelli sia stata una delle ipotesi che mi aveva fatto l'onorevole Sorte, sicuramente prima della chiusura della campagna elettorale”. Toti riferisce anche che: "Ilaria Cavo (non indagata nell'ambito dell'inchiesta, ndr) mi disse che si era incontrata con i fratelli Testa, che non si erano capiti benissimo, che le erano sembrati confusi e che comunque non le erano piaciuti soprattutto per le richieste legate al rimborso spese. Non ricordo invece che mi abbia parlato di richieste di posti di lavoro anche se era ovvio che i Testa avessero chiesto attenzione per la loro comunità. Ricordo anche che l'onorevole Sorte mi disse che probabilmente la Cavo e i fratelli Testa non si erano capiti, per cui sarebbe stato bene che li avessi fatti contattare da qualche altra persona e fu per questo che mi rivolsi a Cozzani".

"Non so di richieste specifiche di posti di lavoro"

A precisa domanda su un eventuale incarico dato a Cozzani sul rapporto da tenere con i fratelli Testa, ancora una volta Toti respinge le accuse: "Diedi un mandato generico a Cozzani che è persona esperta e conosce la politica. Davo per scontato che vi sarebbe stata una richiesta di attenzione per la loro comunità anche da un punto di vista occupazionale ma non so di richieste specifiche di posti di lavoro". 

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"Chiesi i voti per Ilaria Cavo" 

I pm incalzano Toti e domandano se, in occasione di una cena del settembre 2020 ci fu un dialogo con i fratelli Testa e in particolare Italo Maurizio e se ci fu una richiesta di voti in favore di Ilaria Cavo: "Sicuramente chiesi espressamente i voti per Ilaria Cavo parlando con uno dei due Testa - afferma Toti -. Il senso del mio intervento fu di chiedere di dare una mano alla Cavo nonostante le incomprensioni che vi erano state".

"Mai immaginato collegamento diretto tra voti e posti di lavoro"

Il presidente della Regione non esclude poi di aver incontrato nuovamente i due esponenti della comunità riesina a marzo 2021: "Con Cozzani abbiamo parlato parecchie volte dei fratelli Testa, che erano assillanti e presentavano persone chiedendo se potevamo dare un mano - ha risposto -; certamente Cozzani può avermi detto che chiedevano anche posti di lavoro. Di certo non ho mai immaginato un collegamento diretto tra voti e posti di lavoro". E poi, sulle elezioni comunali del giugno 2022 viene chiesto se siano stati presi accordi con loro. Questa la risposta di Toti: "A proposito delle elezioni comunali 2022 ricordo che si candidava Cristina Calascibetta (non indagata, ndr), di origine riesina, ed è quindi possibile che si sia parlato in termini generici della comunità riesina di Certosa, quartiere in cui era consigliera Calascibetta".

Le domande dei pm e le risposte di Toti

Si parla poi di un'ulteriore cena elettorale organizzata dai fratelli Testa nel maggio del 2022, poco prima delle elezioni comunali. "Emerge da fonti aperte - domandano i pm - che Arturo Testa in quella occasione chiese pubblicamente i voti per la Lista Toti. Fu lei in questa tornata elettorale a tenere i rapporti direttamente con i Testa oppure c'era un intermediario? Federico Bogliolo (non indagato, ndr) ad esempio ovvero Cristina Calascibetta? Ci può riferire sul punto?". Toti risponde: "Mi limitai a partecipare alla cena. Credo che a tenere i contatti fossero i candidati della lista che si erano accordati per ottenere i voti della comunità". Viene quindi chiesto da chi vennero pagate le cene elettorali del 2020 e 2022 e Toti afferma: "Penso che le spese siano entrate in un rendiconto elettorale della lista o di uno dei candidati partecipanti alla cena. Ma non lo so. Escludo che abbiano pagato i fratelli Testa". L'ultima domanda sulla questione riguarda una riunione nell'ufficio del presidente della Regione in cui Toti fa un riferimento esplicito ai fratelli Testa: "Ricordo vagamente la conversazione - conclude il governatore -. Era un dialogo ironico. Quando Cozzani parlava di 'squartare' io stando al gioco gli ho chiesto 'perché, non gli hai dato dei soldi?' Volevo chiedere ironicamente a Cozzani per quale motivo avrebbero dovuto squartarlo". L'ufficio fa notare che la frase pronunciata dal presidente Toti è: "Ma perché non gli abbiam dato dei soldi?" e Toti replica: "Ribadisco la mia interpretazione. Non ho mai chiesto a Cozzani perché i Testa erano così insistenti”.

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