Lunedì, 15 Luglio 2024
Braccio di ferro

Toti: il braccio di ferro sulle dimissioni: "Non sono l'oggetto degli incontri politici"

Nei prossimi giorni tramite il suo avvocato chiederà di poter incontrare esponenti politici della sua maggioranza. Braccio di ferro tra giudice e avvocato, la gip: "Rischio che commetta altri reati se rimane in carica", la difesa: "Provvedimento del giudice evoca le dimissioni"

"Le dimissioni non sono l’oggetto degli incontri, indispensabili a un primo confronto circa le politiche regionali ad ampio spettro che il consiglio, e specificamente la maggioranza, dovrà portare avanti in attesa del ritorno alla piena agibilità politica del Presidente". Così Giovanni Toti, tramite il proprio avvocato Stefano Savi che ha annunciato l'istanza alla gip Paola Faggioni di permettere al suo assistito, ai domiciliari dallo scorso 7 maggio, di poter incontrare gli esponenti della sua lista "che ricordiamo, - scrive Savi - è il primo gruppo per forza numerica del Consiglio Regionale, e, inoltre, di poter avere un confronto con i leader regionali dei partiti della coalizione e con il Gruppo parlamentare di riferimento a livello nazionale. Potranno seguire, a stretto giro, ulteriori richieste di incontri con ulteriori personalità politiche".

Quello che appare è un braccio di ferro che ha varcato i confini giudiziari per approdare nella politica. Da un lato procura e giudice che ritengono inammissibile l'ipotesi che Toti esca dai domiciliari fintanto resterà in carica, dall'altro il presidente della Regione e la sua maggioranza che allontanano l'ipotesi dimissioni. "Ricordiamo che Toti, oltre alla funzione istituzionale di Presidente di Regione riveste il ruolo di leader di una forza regionale assolutamente indispensabile per le scelte politiche del prossimo futuro", scrive Savi.

La gip Paola Faggioni lo scorso venerdì aveva rigettato l'istanza di Toti che chiedeva di uscire dai domiciliari. "È evidente, - scrive la giudice nell'ordinanza - anche alla luce dei recenti sviluppi investigativi, la permanenza del pericolo che l'indagato possa reiterare analoghe condotte - peraltro ritenute pienamente legittime e corrette dal predetto - in vista delle prossime competizioni elettorali regionali del 2025 (o di ulteriori eventuali competizioni elettorali), per le quali il predetto aveva, peraltro, già iniziato la relativa raccolta di fondi". 

"Tale pericolo - conclude la gip - si configura vieppiù concreto ove si consideri che il predetto continua tuttora a  rivestire le medesime funzioni e le cariche pubblicistiche, con conseguente possibilità che le stesse vengano nuovamente messe al servizio di interessi privati in cambio di finanziamenti.

"Un provvedimento - aveva commentato Savi subito dopo la decisione della giudice - che evoca le dimissioni. Se si dice che finché Toti fa politica è pericoloso, la lettura è quella".

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