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Toshiba, i sindacati denunciano: «Dipendente licenziata al rifiuto del trasferimento»

Le organizzazioni sindacali puntano il dito contro la nuova politica di ridimensionamento dell'azienda, che ha risolto il contratto di una lavoratrice al suo rifiuto di trasferirsi all'estero

Licenziata per non avere accettato la richiesta di trasferimento all’estero: questa la denuncia dell’rsu di Toshiba Europe, la multinazionale di origini giapponesi che in Liguria ha una sede a Sampierdarena e una a Trasta, in Valpolcevera, che si occupano di progettazione e realizzazione di sistemi di trasmissione e distribuzione dell'energia.

Stando a quanto rivelato dai sindacati, l’azienda avrebbe deciso di risolvere il contratto di una lavoratrice dopo il suo rifiuto di accettare la proposta di trasferimento in Montenegro per 6 mesi, rinnovabili: «Si tratta di un fatto di inaudita gravità - denuncia in una nota l'rsu Fiom e Uilm dell'azienda - in piena continuità aziendale, fra l'altro, con quanto accaduto lo scorso dicembre a altri due lavoratori, che sono stati licenziati per soppressione delle mansioni». Per questo i sindacati chiedono di "avviare al più presto un serio e franco confronto con il nuovo management che affronti nel merito le attuali difficoltà"

Toshiba, che sta affrontando gli strascichi dello scandalo dei bilanci gonfiati che nel luglio del 2015 avevano spinto Hisao Tanaka, chief executive della multinazionale, e altre 7 membri del Cda a dare le dimissioni, starebbe attualmente attraversando una fase di ristrutturazione che dai vertici scende a cascata causando circa 12mila esuberi a livello mondiale.

Secondo quanto riferito dai sindacati, la divisione genovese di Toshiba, unica in Europa, sarebbe stata confermata dal nuovo management, ma con riserve: «Siamo passati rapidamente dal rappresentare una importante prospettiva di sviluppo per il territorio, che doveva addirittura tradursi nell'insediamento di una seconda unità produttiva, a un possibile ridimensionamento», spiega Enzo Russo di Fiom Cghil Genova, aggiungendo che «da un lato ci troviamo di fronte a licenziamenti individuali di lavoratori, dall'altro alla cancellazione unilaterale di trattamenti economici. Per questo chiediamo al nuovo management un tavolo per cercare insieme di dare una prospettiva a questo importante tassello industriale di Genova. Non accetteremo che a pagare il prezzo di questa situazione indubbiamente difficile siano i lavoratori, gli unici a non averne alcuna colpa». 

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