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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

Estorsioni, incendi e minacce di morte a pensionati: arrestata 56enne genovese

La donna, condannata a 4 anni di carcere, nel 1997 aveva messo in piedi un vero e proprio racket tra Torriglia e Ovada prendendo di mira e terrorizzando anziani soli per farsi consegnare denaro

Decine di anziani presi di mira e depredati dei loro risparmi, costretti a subire ogni mese estorsioni per timore di essere aggrediti o, peggio ancora, uccisi: si è chiusa con l’arresto di una genovese di 46 anni una spirale di violenze iniziate nel 1997 tra Torriglia e Ovada, dove la donna, insieme con il compagno dell’epoca, aveva messo in piedi un vero e proprio racket basato su minacce, attentati incendiari e atti intimidatori.

La donna è stata arrestata in mattinata a Ronco Scrivia, nella casa in cui da qualche anno si era trasferita con un nuovo compagno: a consegnarle l’ordine di carcerazione emesso dal procuratore generale della Corte d’Appello di Genova sono stati i carabinieri del nucleo investigativo del comando Provinciale di Genova, che l’hanno poi trasferita nel carcere di Pontedecimo. Stando alle indagini condotte dai carabinieri di Acqui Terme e Ovada ai tempi dei fatti, la donna aveva messo insieme una banda che si era specializzata nelle estorsioni ai danni di anziani soli, che temendo per la loro vita accettavano di versare milioni di lire ogni mese.

L’inchiesta era partita da un incendio scoppiato nell’appartamento di una delle vittime, un pensionato di Ovada, rivelatosi poi doloso: l’uomo, terrorizzato, aveva rivelato di essere stato oggetto di minacce telefoniche e ripetute richieste di denaro, così come un altro anziano, cui era stata anche incendiata la macchina. Un’altra vittima aveva trovato fuori dalla porta un’orata infilzata, mentre un anziano genovese aveva denunciato di avere pagato 30 milioni di lire alla gang dopo essere stato indotto a credere di essere finito nel mirino di una nota famiglia malavitosa della città, risultata poi estranea ai fatti.

La 56enne e i complici erano quindi stati individuati, arrestati e processati dal tribunale di Genova, che aveva emesso una condanna a 4 anni e 17 giorni di reclusione: una sentenza diventata definitiva nei giorni scorsi, che ha portato questa mattina all’arresto e al trasferimento in carcere per scontare la pena.

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