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Crollo Torre Piloti, chiesto il rinvio a giudizio per i 5 indagati

Concluse le indagini preliminari, la Procura ha chiesto il processo per tutti gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla tragedia di Molo Giano: le accuse sono di omicidio colposo plurimo, falso e crollo colposo

La Procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio per le cinque persone indagate per la tragedia di Molo Giano, durante la quale 9 persone hanno perso la vita nel crollo della Torre Piloti.

La richiesta, che arriva proprio nel giorno in cui ricorre il secondo anniversario della tragedia, è stata inviata a tutti coloro che la notte del 7 maggio 2013 si trovavano sulla Jolly Nero, la nave che nel corso della manovra di uscita dal molo colpì la Torre facendola crollare: all’allora comandante della nave Roberto Paoloni, al primo ufficiale Lorenzo Repetto, al pilota del porto Antonio Anfossi e al direttore di macchina Franco Giammoro sono contestate le accuse di omicidio colposo plurimo, così come al comandante d’armamento della Messina, Giampaolo Olmetti, cui pur non essendo mai stato a bordo sono state addossate responsabilità dirette. Nessuna accusa è stata invece mossa nei confronti dei rimorchiatori, di cui è stata esclusa la responsabilità.

Olmetti, in particolare, è accusato di non avere segnalato i problemi meccanici registrati dalla nave nei mesi precedenti alla strage, mentre gli altri quattro indagati, stando a quanto indicato dal pm Walter Cotugno nella richiesta di rinvio a giudizio, sono accusati di avere “impostato una manovra di evoluzione nel ristretto bacino di rotazione con un’alta probabilità di perdere il controllo, in quanto l’urto con la Torre Piloti si sarebbe potuto evitare solo mediante il riavvio dell’unico motore”, lo stesso che già in passato aveva dato problemi e che spegnendosi nel passaggio da “indietro adagio” ad “avanti agio” ha fatto sì che la nave entrasse in collisione con la Torre. Ancora più grave, il fatto che nessuno dei quattro, nonostante la consapevolezza che la nave stesse andando alla deriva, abbia suonato la sirena per fornire alle vittime qualche minuto in più per tentare di mettersi in salvo.

Ulteriori accuse sono state mosse nei confronti del terzo ufficiale Cristina Repetto, indagata per falso insieme con il comandante Paoloni, per cui non è stato però chiesto il rinvio a giudizio in attesa di un nuovo interrogatorio, e verso la stessa compagnia di navigazione, cui viene contestata la responsabilità civile. La data dell’udienza preliminare non è ancora stata fissata, ma è probabile che una volta chiusa la fase d’indagine, che ha richiesto più tempo del previsto, i pm vogliano arrivare in tribunale entro l’estate.

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