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Topo nella mensa della polizia in carcere a Pontedecimo, il sindacato: «Chiediamo l'immediata chiusura»

L'Osapp: «Chiediamo l'immediata chiusura e la derattizzazione del locale onde evitare spiacevoli situazioni igieniche»

Un topo che correva indisturbato nella mensa di servizio della Polizia Penitenziaria, nel carcere di Pontedecimo: è questo lo scenario di fronte al quale si sono trovati, la sera del 24 settembre 2019, alcuni agenti che si erano recati nel locale per cenare.

A puntare il dito sull'episodio, l'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (Osapp): «Chiediamo l'immediata chiusura e la derattizzazione del locale onde evitare spiacevoli situazioni igieniche».

Topi nella mensa e in giro per il carcere

Il segretario generale dell'organizzazione sindacale Leo Beneduci, aggiunge: «Abbiamo esaurito qualsiasi espressione che denoti stupore o disgusto nel descrivere quanto sta accadendo nelle carceri italiane di questi tempi, tenuto conto che anche quest'ultimo evento denota come a Pontedecimo tra topi che si aggirano nella mensa e anche all'interno dell'Istituto, come avevamo già segnalato tempo fa, esista una manifesta emergenza anche dal punto di vista sanitario».

«Da tempo affermiamo - aggiunge Beneduci - che le carceri Italiane vanno integralmente rivisitate dal punto di vista strutturale e igienico e per quanto riguarda gli impianti tecnologici, atteso che sia ambienti lavorativi destinati al personale e sia gli ambienti detentivi destinati alla popolazione detenuta lasciano di gran lunga a desiderare andando a costituirsi quale vera e propria pena detentiva supplementare, da cui molto spesso derivano espressioni di violenta insofferenza».

«Infinite carenze nel sistema penitenziario italiano»

«In altre condizioni - conclude Beneduci - tenuto conto che sono poi i Poliziotti Penitenziari a doversi sobbarcare il peso delle infinite carenze del sistema penitenziario Italiano, avremmo potuto auspicare che una riforma vera delle carceri anche dal punto di vista infrastrutturale oltre che normativa in favore del personale, potesse costituire una delle priorità del governo ma i segnali che ci pervengono in sede politica come in sede amministrativa sono di tutt'altro indirizzo».

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